Alcuni ricordi di gioie e dolori
Dei quattro lunghi ricoveri in ospedale conservo una memoria precisa.
Lì non tutto era lacrime e dolori.
Tanti amici che addirittura in sanatorio fondarono con me, quando dopo i primi 9 mesi di degenza, potei parlare per 10-15 minuti, il primo gruppo biblico della durata di 20 minuti al massimo. Avevo 18 anni e 19 anni.
Si faceva una volta la settimana e mi chiamavano “il pretino” non sapendo che sarei stato prete alcuni anni dopo, nel 1963.
Tutto sommato ho potuto lavorare molto giorno e notte per parecchi anni sostenuto dall'amore e dai lavori di casa di cari amici che, negli anni precedenti il mio matrimonio con Fiorentina, furono sempre i più generosi a darmi dei soldi quando mi trovavo in situazioni di reale povertà o nell'effettuare operazioni come la liberazione dai topi, che giorno e notte vagavano qua e là, specie sotto il pavimento del locale in cui dormivo.
Dunque ogni vivente ha la sua parte di sofferenza.
Ma se mi mettessi a raccontare le gioie che ho vissuto nel ministero pastorale, in parrocchie varie e in comunità di base su e giù per l'Italia, dovrei scriverne volumi: Dio mi ha dato tanta gioia e le persone mi hanno talvolta combattuto come eretico, ma sono stato amato mille volte di più.
Il documento di Papa Ratzinger che intendeva liberarmi dal ministero, in realtà mi creò molta gioia nel cuore (come quando nel 1969 sposai le prime persone gay). E poi quante persone ho incontrato piene di amore, di fede, di gioia di camminare con me in gruppi e comunità da Pinerolo, al Giappone, in Francia, Belgio, Portogallo, a Palermo e dintorni e soprattutto a Torino.
Il ministero per me è stato pieno di gioia. Non posso ricordarle tutte, ma una vita piena di gioie, di abbracci, di persone da ascoltare, di questioni da affrontare insieme.
La gioia mi venne e mi viene dall'incontro di persone singole, coppie, gruppi e comunità.
Il gruppo biblico di Torino fu per me, per parecchi anni, uno dei luoghi in cui la gioia del cercare insieme a più voci era ed è stato un vero tesoro di amicizia e di fede.
L’età di 87 anni mi toglie la possibilità di viaggiare e incontrare persone mai conosciute e realtà con cui entrare contatto.
Ma tutto questo resta gioioso nel cuore.
Sorella morte, ”sento i tuoi passi “
Dio farà il passo decisivo. Grazie a Dio e a tutti e tutte
Franco Barbero, 19 novembre 2025