lunedì 15 dicembre 2025

La nonviolenza è un modo di pensare e di vivere inclusivo

Gli animali, e non solo. Un discorso da teologo potrebbe sembrare teorico, ma in realtà la teologia non è distaccata dalla vita: la teologia può essere nata per servire oppure per asservire, può essere l’espressione del potere, dell’abuso, dello sfruttamento, o l’espressione dell’umiltà, dell’amore, dell’apertura, del dialogo, può produrre violenza o nonviolenza. Dunque la teologia non è neutrale, non è teoria ma anche vita, è credo, è fede. A domanda è: come possiamo formulare una teologia di servizio, di amore, una teologia inclusiva, che rispetti gli esseri umani, gli animali, la natura, il cosmo, la vita? 

Consideriamo le teologie moderne, del XX secolo, fino ad oggi, in particolare la teologia della liberazione, la teologia femminista, la teologia del pluralismo religioso, fino alla teologia della nonviolenza. Il tema della nonviolenza, o la teologia della nonviolenza, potrebbe essere l’ombrellone che include tutte queste teologie, diverse dimensioni di una teologia centrale della nonviolenza, del disarmo, dell’umanizzazione. Il pluralismo religioso cerca di disarmare la teologia e le religioni dal rischio dell’esclusivismo, del nazionalismo religioso e dell’estremismo, dunque è per natura una teologia nonviolenta. La teologia del femminismo, o la teologia femminista, cerca di liberare le donne da qualsiasi abuso maschilista e dalla violenza contro le donne, ed è per natura nonviolenta. E in questa teologia della nonviolenza si può anche includere l’ecologia integrale, perché non si può separare la violenza contro l’essere umano dalla violenza contro la natura e contro gli animali. La nonviolenza non può essere ridotta all’attivismo politico nella resistenza al colonialismo o alla dittatura. È un modo di pensare e di vivere inclusivo, che richiede il disarmo della vita, il disarmo dell’economia, della politica, della vita quotidiana, del pensiero. È aiutare l’essere umano ad aprirsi, ad attualizzare tutto il bene potenziale che porta nel cuore e viverlo e condividerlo in modo umano e universale. 

Adnane Mokrani – teologo musulmano, docente alla Pontificia Università Gregoriana, presidente onorario del CIPAX