da Il Fatto Quotidiano del 21/12/2025
L’intervista: De Domenico - ONU
“Siamo in emergenza umanitaria, ma i soldi ci sono solo per le armi”
di Alessandro Parente
“In Ucraina è emergenza umanitaria, ma i fondi destinati a questo impallidiscono rispetto a quelli per le armi”. Andrea De Domenico è il capo dell’Ocha (l’agenzia dell’Onu per gli affari umanitari) in Ucraina, per lui questa guerra deve finire il prima possibile pur se, sottolinea, “io non sono un pacifista e non lo sono mai stato, perché i mostri vanno fermati”.
Avete subito un calo dei finanziamenti nel settore umanitario?
Sì, i finanziamenti sono di un miliardo e quattro su 2 miliardi e 6 che avevamo previsto per l'emergenza umanitaria.
Sono diminuite anche le necessità negli anni?
No, al contrario, anzi quest'anno abbiamo avuto, nel solo mese di settembre 130.000 persone che si sono spostate dal fronte perché il fronte si è spostato. Si va parallelamente alla velocità con cui avanza il fronte. Poi c’è la tecnologia militare che si allontana sempre di più in maniera precisa, nel senso che i droni Fpv un anno e mezzo fa arrivavano massimo a otto chilometri, adesso arrivano a 35.
Intanto il settore militare…
E’ talmente tanto il supporto per l’aspetto militare… il miliardo quattrocento impallidisce nei confronti dei non so quanti miliardi che sono stati dati in armi finora.
Fiducia nei negoziati?
Non siamo stati resi partecipi. I presupposti su cui il negoziato si sta facendo adesso sono gli stessi dell’approccio che è stato usato in altri luoghi del mondo, guarda Gaza, e non mi pare che abbia portato grandi cambiamenti, da un punto di vista prettamente umanitario. Quindi se le istanze umanitarie non sono prese in considerazione in maniera adeguata, c’è solo da essere preoccupati.
E come agite al riguardo?
Cerchiamo di insistere con interlocutori che possiamo raggiungere, chiunque sia coinvolto in maniera diretta o indiretta, vicina o lontana, nei negoziati. Perché quello che abbiamo visto spesso è che se non siamo coinvolti nella fase preparatoria, ci sarà un capitolo umanitario, la cui definizione dipenderà da gente che non sempre ha idea delle questioni umanitarie. Come gestire zona buffer? In caso di cessione di territori ci sarà la possibilità di movimenti di persone? C'è stato un arretramento globale del riconoscimento dei diritti degli individui, di gravità così drammatica ed esponenziale… Ma l'alternativa ai quadri normativi di riferimento in cui si coagula la volontà degli Stati è la barbarie, perché la pax romana era pace, sì, ma ammazzavano tutti.
C’è un corridoio umanitario attivo al fronte?
Dopo Mariupol non se n’è più parlato. Il mio convoglio è stato attaccato da dei droni, nessuno è rimasto ferito.
Cercate di raggiungere anche i territori occupati?
E’ un tema delicato, nel senso che se lo fai dialogando coi russi, in Ucraina potrebbe essere preso come un riconoscimento della sovranità di Mosca in quei territori, ma in realtà è solamente il riconoscimento della realtà dei fatti: parlo con chi è in controllo del territorio per poter aiutare la gente che è lì. In Palestina facciamo lo stesso, ma non vuol dire che riconosciamo la Palestina occupata come fosse Israele, siamo solo costretti a negoziare l'accesso col paese che occupa. E’ importante raggiungere quei territori perché vogliamo aiutare chiunque abbia bisogno.
Il calo degli aiuti umanitari porta le persone a non evacuare?
Sì, anche se a volte chi prima voleva restare cambia idea quando diventa molto difficile, quando, all’ultimo momento, iniziano veramente ad aver paura. Lì prendono la decisione. Poi spesso è troppo tardi e non possono più uscire allo scoperto. Ne abbiamo parlato anche con piccole ong, tutti quanti hanno confermato che si lascia gente indietro. I White Angels, che evacuano dalla kill zone, sono sempre più in difficoltà perché non è stato fatto un grande investimento, non è la priorità e quindi hanno sempre meno mezzi e sono sempre più bersagliati dai droni. Abbiamo perso l'accesso a Lyman settimane fa e si parlava di 3000 persone bloccate. Spero che l'Europa si risvegli, come europeo, perché io non sono un pacifista, non sono mai stato un pacifista e non lo sarò mai, ho visto troppi mostri viventi che fanno delle cose abominevoli, e quella gente va fermata.