venerdì 23 gennaio 2026

da L’Eco del Chisone del 14/01/2026

Le parole per dirlo

O si chiude o si sogna

di Derio Olivero

Vescovo di Pinerolo


Oggi mi sono concesso un regalo. Sono andato a celebrare messa in una piccola parrocchia del fossanese: Boschetti. Nei 10 anni in cui ero parroco di una grande parrocchia di città avevo anche questa parrocchietta in riva al fiume. Il vescovo, dandomi l'incarico, mi disse: "Chiudi questa parrocchietta e porta tutto nella grande”. La frazione aveva pochi abitanti. La chiesa e la canonica avevano urgente bisogno di ristrutturazione. Pochi abitanti, ma attivi. Una bella comunità. Pensai: o si chiude o si sogna. Capivo, capivamo che non si poteva continuare. Era necessario un cambio di passo. Una parrocchia piccola e di periferia poteva sopravvivere se trovava un nuovo colore, un nuovo scopo. Così iniziammo a sognare in quel luogo un “santuario del creato”. Un luogo dove fare iniziative legate alla natura. Abbiamo iniziato a creare serate e celebrazioni sulle stagioni. A poco a poco venivano persone anche da altre comunità. Sono nate tradizioni che continuano nel tempo. La ristrutturazione ha generato nuovi dipinti, un nuovo ambiente, vivace, accogliente, colorato. Parla della Creazione, dell'arcobaleno, dell'Alleanza di Dio con la nostra storia. Quella chiesetta continua a vivere. Ha una nuova vita. Si è avverato un principio che è vero sempre. Dice così “ Chi non muta, quando tutto muta, prima o poi resterà muto”. Vale per la vita personale: cambiando le stagioni della vita devono anche cambiare le abitudini. Prima giocavi a calcio, ora devi giocare a carte. Se provassi a fare una partita a calcio rischieresti di romperti. Prima uscivi vestito leggero anche in pieno inverno, ora ti copri ben bene prima di mettere il naso fuori. La stessa cosa vale per le istituzioni, le associazioni, le imprese. Pensate a come sono cambiate le panetterie: un tempo esisteva un solo tipo di pane, ora ne trovi decine. Un tempo si pagava tutto in contanti, ora quasi non esistono più. E sarà così anche domani. Vivere significa cambiare. Nel tentativo di migliorare se stessi e il mondo. E si cambia quanto si ha il coraggio di guardare le cose partendo da un punto di vista diverso. Diceva il professore del film "L'attimo fuggente": “E' proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un'altra prospettiva. Anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovete provare”. In caso contrario la vita diventa un accumulo di certezze, che spesso si impolverano. Quando possiedi una certezza è necessario non diventarne schiavo. Occorre provare a guardarla da diverse prospettive. Così non è più un idolo intoccabile, né un oggetto in tuo possesso, ma un’indicazione di cammino. La fede stessa non è una certezza ma un cammino. Infatti i primi cristiani non si chiamavano "i certi", ma "quelli della via”. E si sa, in ogni cammino la meta non è solo il prolungamento della strada, ma una sorprendente novità. Roma non è il prolungamento dell'autostrada, ma una piacevole sorpresa. A qualunque età resta vera la frase di C.S. Lewis: “Non puoi tornare indietro per cambiare l’inizio, ma puoi partire da dove sei per modificare la conclusione”. 

Buon cammino.