sabato 14 febbraio 2026

Commento alla lettura biblica di domenica 1 gennaio 2023

Seconda parte


In una chiesa patriarcale una “divinità femminile”, cioè una dea, serve da elemento equilibratore e seducente. Fino alle allucinazioni di Radio Maria.

Si creò l'alibi per formulare la tesi della teologia e religiosità popolare. Sul bisogno reale di una religione più al femminile, la gerarchia ha promosso un devozionalismo che soddisfacesse sentimentalmente il bisogno di una “dea". Non a caso questo avvenne ad Efeso, dove il culto di Diana era stato fiorente. Nei secoli è diventato evidente come questa esaltazione sovrumana di Maria costituì la giustificazione dell’antifemminismo delle strutture e della teologia. Si determinò infatti l’esaltazione di una donna vergine e madre, asessuata e fuori dalla realtà, a tutto scapito delle altre donne che furono relegate in un ruolo di totale subalternità.

C’è di peggio: questo insistere sulla verginità di Maria deprezzò la vita nelle sue dimensioni affettive e sessuali. Si giunse a dire che Maria vergine era il più alto modello di donna.

E’ ovvio che la fede cristiana può prescindere totalmente da queste formulazioni dogmatiche, che non hanno il minimo aggancio e fondamento nelle Scritture, che vengono volgarmente utilizzate per dimostrare i dogmi. Questo va detto e predicato con piena libertà. Infatti, tanto per restare alla festa odierna, non esiste alcun rapporto tra il testo riportato oggi e la dogmatica mariologica di cui abbiamo piene le orecchie nelle liturgie di queste settimane. Il testo di Luca è una bella leggenda teologica che, nel linguaggio simbolico vuole mettere al centro il dono che Dio ha fatto all'umanità nella persona di Gesù.

Voglio dire

Noi teologi abbiamo il dovere di attenerci al dato biblico e di mettere a disposizione gli studi storici per far conoscere come si sono formate le dottrine, i dogmi, tra intrecci e calcoli politici, spesso del tutto estranei alla fede e alla Bibbia. Guai a privare il popolo di Dio delle conoscenze storiche serie. Il popolo di Dio sovente crede che ciò che viene detto dal pulpito e citato dalla Bibbia corrisponda alla verità. Questo è il lavoro necessario della interpretazione.

Inoltre, come cristiano che ama molto la testimonianza di fede di Maria, la madre di Gesù e di almeno altri 7 figli, sposa di Giuseppe, soffro per queste mistificazioni.

Amo Maria e posso immaginare il suo itinerario di Madre del profeta sconfitto. Di lei, della sua fede, del suo amore per Giuseppe, della sua radicale fede in Dio ho scritto centinaia di pagine che qui non posso riportare. 

Amo la Maria vera, non la statuina di gesso.

Amo soprattutto questa donna reale che fece fatica a capire questo suo figlio “pazzo”.

Amo Maria che, superato lo scandalo della croce, sarà nel cenacolo con i discepoli e con le discepole per diventare una di loro. Possiamo davvero ricevere un'altissima testimonianza di fede dalla vita concreta della donna ebrea Maria senza dover ricorrere a queste “invenzioni" che cancellano la realtà e oscurano il Vangelo.

Malsano umorismo

La nostra fede ha bisogno di una profonda conversione a livello di vita quotidiana e anche a livello teologico. Alcune “barzellette dogmatiche” e alcuni “dogmi umoristici” vanno lasciati cadere. Dio è la sorgente della vita: come potrebbe avere una madre? Non basta sorridere sulle infinite leggende del passato e dire come dice un mio confratello: “Io predico ciò che piace ai parrocchiani”. Questo significa non prendersi dei guai da parte della gerarchia e lasciare i parrocchiani nell’infantilismo catechistico.

Ora tutto questo magazzino di merci scadute va portato al macero, chiedendo perdono al popolo di Dio per le infinite menzogne che abbiamo raccontato per secoli

Continuare a somministrare al popolo di Dio merce scaduta significa incentivare una religiosità malata e tradire la fiducia che molti credenti ripongono nella chiesa.

Certo è importante fornire i dati che le scienze bibliche oggi ci mettono a disposizione, ma è altrettanto importante rispettare le persone che hanno bisogno di acquisire strumenti, di dialogo e di tempo per prendere congedo da queste "credenze" scambiate per fede.

Anche nel cammino per un rinnovamento della fede, occorre sempre mettere al centro il rispetto per le persone.

          don Franco Barbero