giovedì 5 febbraio 2026

da Adista del 06/12/2025

Il silenzio sui combustibili fossili: 

Il fallimento della COP30 

di Eletta Cucuzza


Sono passi da formica quelli che l’umanità sta conducendo nella lotta al cambiamento climatico. Non perché siano decisioni di poco conto quelle prese alla COP30 (Belém, Brasile, 10-22 novembre), ma perché il surriscaldamento della nostra Terra ha un’accelerazione che richiederebbe scelte più drastiche.

Come si evince dal documento finale “Global Mutirao: Unire l’umanità in una mobilitazione globale contro il cambiamento climatico”, i Paesi presenti hanno sottoscritto un impegno economico consistente in 1,3 trilioni di dollari all’anno entro il 2035 per l’azione per il clima, e nel raddoppio entro il 2025 e triplicazione entro il 2035 dei finanziamenti per l’adattamento agli effetti avversi dei cambiamenti climatici, adottando misure adeguate a prevenire o ridurre al minimo i danni di un rialzo delle temperature che non deve oltrepassare il già raggiunto grado e mezzo, limite massimo tollerabile stabilito dalle Parti all’Accordo di Parigi del 2015.

Nel riassumere i punti fondamentali del “Global Mutirao”, il sito di notizie dell’Onu inizia plaudendo: <<La decisione finale - scrive - pone l’accento sulla solidarietà e sugli investimenti, fissando obiettivi finanziari ambizioni>> per affrontare subito dopo il maggiore fallimento della COP30, quella di aver rimandato il tema della <<transizione energetica a una discussione successiva>>. <<La combustione di combustibili fossili - puntualizza - emette gas serra che sono di gran lunga i maggiori responsabili del riscaldamento globale, rendendo questa omissione motivo di preoccupazione per molte nazioni, compreso i negoziatori del Sud America e dell'UE, nonché per i gruppi della società civile>>. <<C’erano grandi aspettative - seguita il sito - che la decisione finale della COP30 includesse un riferimento esplicito all’eliminazione graduale dei combustibili fossili. Oltre 80 Paesi hanno sostenuto la proposta del Brasile di una “roadmap” formale. Una bozza di testo lo aveva incluso, fino alle ultime ore di colloqui. Il risultato adottato si riferisce solo al “Consenso degli Emirati Arabi Uniti”, la decisione della COP30 che chiedeva “la transizione dai combustibili fossili”>>. Una delusione, questa, ricorrente nelle valutazioni delle associazioni ambientaliste e per lo sviluppo sostenibile e sicuramente vissuta da quanti hanno partecipato al Vertice dei Popoli svoltosi a Belém in contemporanea alla COP30.