da Il Fatto Quotidiano del 18/02/2026
Per il marocchino ucciso a Milano sono 5 gli agenti sotto inchiesta
di Davide Milosa
L’inchiesta della Procura di Milano sull’omicidio di un marocchino con precedenti di polizia, ferito mortalmente con un colpo di pistola da un agente in borghese nel boschetto di Rogoredo, ha preso da ieri una piega inaspettata. Il fascicolo coordinato dal pm Giovanni Tarzia e dal procuratore Marcello Viola ora conta altri quattro poliziotti iscritti. Il calcolo finale sale così a cinque. Il primo, già noto, è l’assistente capo accusato di omicidio volontario senza la discriminante della legittima difesa per aver ucciso, il 26 gennaio scorso, il 28enne marocchino Abderrahim Mansouri, il quale, secondo la testimonianza dell’agente gli sarebbe corso incontro impugnando una pistola finta. Gli altri quattro sono invece accusati di favoreggiamento, avrebbero taciuto la presenza di testimoni sul luogo del delitto, e omissione di soccorso. Tutti sono in servizio presso il commissariato Mecenate. Tra i nuovi quattro indagati, vi è il collega che era in compagnia di chi ha sparato. Mentre gli altri tre agenti si trovavano tra il luogo dello sparo e il gazebo non lontano dalla strada dove era stato fermato uno spacciatore. I nuovi indagati, si legge nei capi d’imputazione, avrebbero a vario titolo “aiutato” il collega “a eludere le investigazioni. (…)
Rispetto a questo, si legge che “mentre Mansouri era agonizzante” si ometteva “di dare immediato avviso all’autorità sanitaria con l’aggravante di aver commesso il fatto in violazione dei doveri inerenti a un pubblico servizio”.