mercoledì 4 febbraio 2026

da Il Fatto Quotidiano del 22/01/2026

“La Sardegna non è un carcere.

Nordio ha tradito le promesse”.

di Luca De Carolis

intervista alla Presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde (5S) 

La voce dall’altra parte del telefono è provata: “Sono appena tornata dal sopralluogo in diversi comuni del sud della Sardegna, dove ho verificato gli ingenti danni assieme ai sindaci. Sono rimasta toccata dal crollo della strada statale 195 e dal sito archeologico di Nora, uno dei luoghi identitari della Sardegna. L’acqua se lo è mangiato”. La presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, è alle prese con il maltempo che ha flagellato anche la sua isola. “Chiederemo lo stato d’emergenza. Ma la macchina amministrativa sta funzionando: tutti hanno fatto squadra”.

In tutto questo, su di voi pende l’arrivo di decine di detenuti al 41-bis, con il governo che vuole trasformare tre carceri sarde in strutture riservate solo ai condannati per mafia e terrorismo.

Di questa vicenda ci occupiamo da giugno. A settembre incontrai il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, e lui mi assicurò che non sarebbero state prese decisioni unilaterali da parte del governo. Poi però c’è stato solo silenzio. Ho cercato più volte altre interlocuzioni con Nordio, e ho anche scritto una lettera a Giorgia Meloni, inutilmente. Ora stanno per trasferire oltri 90 detenuti al 41-bis nel carcere di Uta, a Cagliari, e nel frattempo il 18 dicembre c’è stata la conferenza Stato-regione, in cui il sottosegretario Andrea Delmastro ha confermato che vogliono riservare tre carceri sarde a quella tipologia di reclusi.

Delmastro ha motivato con esigenze di sicurezza le scarse informazioni dal governo. Non gli crede?

Io sono la presidente di una regione a statuto autonomo, e ho pieno diritto a sapere cosa vogliono fare in Sardegna. Non mi interessa la polemica politica, ma se vogliono trasformare la nostra isola nel carcere d’italia, spostando qui i cda di mafia e ’ndrangheta, è mio dovere oppormi.

Perché il governo è andato dritto?

Non lo so. Posso dire che Nordio non è stato affidabile e non ha mantenuto le promesse. Noi abbiamo già il 65 per cento delle colonie penali d’italia. La decisione del governo avrebbe un impatto disastroso sul piano economico e sociale.

Cosa si può fare?

Io chiedo a tutti i parlamentari sardi, di ogni schieramento, di aiutarci e di opporsi. Questa è una punizione che la Sardegna non merita.

Lei si è mossa parecchio sul fronte sanità, varando anche una legge di riforma per commissariare le Asl, che però a fine 2025 è stata bocciata dalla Consulta. E Silvio Lai, segretario regionale del Pd, ossia del vostro principale alleato in Giunta, ha commentato che le leggi andrebbero scritte meglio.

È vero, la Corte costituzionale ha giudicato ancora non sufficiente la nostra riforma, ma il 31 dicembre abbiamo comunque nominato 9 nuovi direttori generali su 12 nelle Asl, sulla base della normativa nazionale e dopo aver consultato un giurista. Stando ai dati del 2023, la Sardegna era penultima per i Lea (livelli essenziali di assistenza) e in una situazione disastrosa sul fronte delle liste d’attesa. Bisognava intervenire, e infatti siamo partiti anche con i recall con cui puntiamo a richiamare 100mila sardi che aspettavano prestazioni sanitarie.