sabato 7 febbraio 2026

Questo è il canone per la celebrazione di domenica.

La celebrazione inizierà alle ore 10:00.

Ci si potrà collegare già a partire dalle 9:45.

Il link per collegarsi è:

meet.google.com/ehv-oyaj-iue

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Prendere coscienza di sé


P. Saluto all’assemblea

G. Oggi siamo qui per percorrere ponti che ci conducono gli uni alle altre. Siamo qui per costruire nuove strade, per prepararci a nuovi incontri e per accompagnare Dio lungo i nostri innumerevoli sentieri.

1. Oggi camminando nel bosco Ti ho sentito nel fruscìo delle foglie carezzate dalla brezza.

2. Oggi Ti ho incontrato in un sorriso scambiato con una donna sul tram.

1. Nel silenzio di quel momento interrotto dal suono delle foglie ho capito di essere in cammino e di potere produrre un frutto.

2. In quello scambio di sorrisi ho capito di essere in cammino e di potere produrre un frutto.


LETTURA BIBLICA

Giovanni 8: 3-11
3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo.
10Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». 11Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più».

Una riflessione a due voci
Leggendo questo brano del capitolo 8 del Vangelo di Giovanni la mia attenzione è stata catturata dalla prima parte, fino al versetto 9. Ai miei occhi questo frammento del racconto riassume in qualche modo un passaggio necessario nella costruzione del nostro maturo, personale percorso di fede.

Questi pochi versetti per me raccontano come il punto di vista individuale (Mosè ha detto, io lo credo ed è legge inviolabile) possa cambiare ed allargarsi quando l’incontro con Gesù (una persona ci che porta in contatto con una prospettiva nuova) ci apre gli occhi sull’esistenza e sul valore di altri noi (la donna accusata di adulterio) anche quando sono lasciati ai margini perché “infrangono la legge”.

Aprendo davvero gli occhi sul mondo ci accorgiamo immediatamente di quanto sia ricco di colori, forme e di sfumature. La diversità è forse l'aspetto più eclatante sotto il nostro sguardo. Di fronte all'apparente immensità di tutto questo è possibile per un attimo sentirsi sopraffatti e dimenticare "noi" di fronte all'enormità del "resto". Quello spaesamento ci turba e ci fa bene.

La consapevolezza di noi stessi si sviluppa presto nella nostra esistenza e ci consente di differenziare noi da ciò che è all'esterno. È un passaggio essenziale e positivo del nostro sviluppo individuale. Ma la stessa necessaria demarcazione tra noi ed il resto può costituire un terreno fertile per l'egocentrismo e la chiusura alle altre persone e alle loro prospettive. In effetti lo sviluppo di un approccio utilitaristico all'interazione con gli altri si sposa molto bene con una società che sembra sempre più fondata sull'affermazione delle esigenze individuali anche a discapito delle quelle altrui.

Forse esiste un livello ulteriore di coscienza di sé che si può sviluppare soltanto nell'incontro e nell'iterazione disinteressata con altri noi, non in competizione ma in cammino verso la migliore realizzazione di sé stessi, seguendo percorsi diversi ma dello stesso valore del nostro.

Così, attraverso "incidenti di percorso" altri noi possono farci fermare a riflettere che al di là della nostre visioni (e interessi) individuali elevate a leggi inappellabili esiste la delicata realtà degli altri, da valutare, da rispettare e da comprendere anche quando non si è d'accordo, anche quando ci lascia increduli o ci fa arrabbiare.

Abbandonando la dialettica competitiva, fondata sull'assoluta convinzione di possedere la verità e di doverla imporre sulle altre prospettive, si impara a poco a poco ad ascoltare con attenzione le persone con cui si interagisce. Si diventa capaci di vedere noi stessi e gli altri non più su piani diversi ma come parti tutte preziose di un arcobaleno bello soprattutto nel suo insieme. Si depongono le armi, e con fiducia si fa un altro passo avanti nella costruzione della coscienza di sé.



Leggendo per intero il brano del Vangelo di Giovanni dedicato al caso della donna adultera, penso che anche Gesù di fronte alla sofferenza non sa cosa fare… Si china per terra e scrive. Traccia dei segni per prendere tempo e pensare come affrontare la situazione. Chissà quante volte anche in altre occasioni Gesù avrà “scritto per terra”. Anche noi lo facciamo di fronte a situazioni difficili.

Scrivere per terra vuol dire anche cercare di aprire il nostro cuore a chi ci può aiutare, metterci davanti a Dio e chiederGli la forza di affrontarle, ma non sempre possiamo o riusciamo a fare qualcosa.

Ma quando ci riusciamo evitiamo di sentirci onnipotenti, e ringraziamo Dio del suo sostegno. In questo modo dentro di noi mettiamo Dio al centro della nostra vita e restiamo in relazione con Lui.


INTERVENTI LIBERI


1. Gesù è una maestro di vita in cammino, sensibile e attento agli ultimi, alle persone ai margini. Anche noi vogliamo ascoltare la voce di coloro ai quali non è data voce e considerazione.

2. Gesù dei Vangeli vive un rapporto appassionato con Dio Padre attraverso il raccoglimento e la preghiera nel silenzio. Anche noi vogliamo cercare nel silenzio l'eco di quella voce che è la nostra parte migliore.


MEMORIA DELLA CENA

T. Facciamo memoria di Gesù di Nazareth, instancabile uomo di fede, innamorato di Dio e dell’umano. Egli incontrò e accompagnò, sui sentieri della Palestina, i cammini di donne e uomini con cui condivise la propria vita, i propri doni, la propria affettuosa solidarietà. Come fece quella sera in cui, mentre mangiavano la cena di Pasqua, prese del pane, lo spezzò e lo distribuì alle amiche e agli amici che erano con lui, dicendo loro: “Prendete e mangiate; la mia vita, il mio corpo, è come questo pane: ho cercato di metterlo a servizio di ogni uomo e di ogni donna che ho incontrato. Fate anche voi così”. Poi fece altrettanto con una coppa di vino, dicendo: “Bevetene tutte e tutti un sorso, perché questo vino è come il mio sangue: ne ho dato una goccia a ogni uomo e a ogni donna che mi ha incontrato e ancora ce ne sarebbe, se gli uomini del potere non avessero deciso di farmi morire. Ma voi continuate a ripetere questo gesto per non dimenticarvi di me e di quello che abbiamo saputo costruire insieme”.


PREGHIERA DI COMUNIONE


COMUNIONE


PREGHIERE SPONTANEE


PADRE NOSTRO


BENEDIZIONE FINALE


Dove possiamo cercare Dio? All'interno, ascoltando nel silenzio l'eco della parte migliore di noi stessi? O fuori di noi, nell'universo di interazioni con altre persone come noi in cammino?
Risolvere la complessità in armonia e rispetto della diversità è un passo importante nel nostro percorso di fede per realizzare il sogno di Dio nel mondo.

Comunità Cristiana di Base di Via Città di Gap, 13 - Pinerolo
Sergio Speziale e Maria Grazia Bondesan, 8 febbraio 2026