sabato 28 febbraio 2026

VINCERE LA MORTE

A. FERNÁNDEZ-SAVATER

Cosa significa sconfiggere la morte? L'ultima omelia di papa Francesco impressiona, perché si può leggere pensando alla propria scomparsa. Cosa significa resurrezione, resuscitare?

Cristo non è più nel sepolcro, bisogna cercarlo altrove. Non é più nel sepolcro  delle formule che si possono ripetere, delle strade trite e ritrite, degli automatismi, delle sicurezze, dei segni. Non è storia, non è un eroe del passato, non  è una statua. Dobbiamo uscire a cercarlo. Non è questo il destino di ogni dottrina? Cristallizza, si indurisce, si istituisce... Non ci mette più in movimento, alla ricerca, in modalità investigativa, ma al contrario: ci mette a nostro agio, proprietari timorati di perderla, giudici e censori.

Pasqua però, dice Francesco, invita al movimento, a guardare oltre, a lasciarci sorprendere, a continuare a inventare. “Non parcheggiare il cuore nelle illusioni di questo mondo, né rinchiuderlo nella tristezza”. In questo senso,  sconfiggere la morte.

Leggo ora Francesco come un grande interprete dei vecchi testi sacri, capace di fare con loro la cosa più difficile: mantenere la parola in movimento, contro le tombe della formula e della ripetizione, rivolgendosi a chiunque, al popolo di chiunque. Non sarebbe necessario prendere un po’ di questa ispirazione e dire: “Marx è risorto, è vivo!” (o Bakunin o la rivoluzione o tante altre cose)? E andiamo a vedere dove soffia il suo spirito ora, fuori dalle tombe.

Costruire, rischiare, ascoltare, pensare. Non altro può essere vincere la morte, per le nostre “scorte povere, fragili e ferite”: rinnovarsi, renderci nuovi per ricominciare, contagiare chi incontriamo lungo il cammino. Fino all‘ultimo respiro.

da QUALEVITA del febbraio '26