lunedì 22 gennaio 2007

VICENZA: SOLUZIONE TROPPO COMODA

L’ampliamento della base USA di Vicenza non avrà l’opposizione del governo Prodi. I “ragionieri della democrazia” parlano di una scelta obbligata perché esistono accordi stipulati in precedenza che non possono ora essere revocati in modo unilaterale.

Ma nessuno ha ancora dimostrato che un eventuale accordo con il governo USA preveda e comprenda l’ampliamento della base stessa su territori del Demanio italiano.

Ma facciamo un passo indietro. Supponiamo pure - come non è - che esista questo accordo. Io mi domando se, visto il peso che le basi USA hanno per il controllo del mondo, non sarebbe il caso di ripensare il significato e la legittimità di tali accordi.

Non è il tempo di affermare la sovranità nazionale contro questa pratica di imperialismo militare?

Una nuova coscienza politica impone nuove scelte, se si vuole davvero ragionare in termini di libertà, di autonomia. Non si tratta nemmeno di rompere delle amicizie, ma di porre fine alle sudditanze.

Un governo davvero democratico deve porre con forza queste esigenze di svolta culturale.

Se si crede nella pace, non si possono ospitare basi militari che perpetuano l’ideologia e la pratica della guerra.

Manca il coraggio al nostro governo di porre sul tappeto questioni fondamentali per la libertà e la democrazia.

Ecco perché anch’io mi sento parte, come ha detto don Albino Bizzotto, di questa “insurrezione pacifista” che vuole esprimere un netto rifiuto di questa scelta del governo Prodi.

Nessun commento: