martedì 3 febbraio 2009

I MEDICI E GLI INFERMIERI NON SONO SPIE

 

Oggi è in discussione al Senato un pericoloso emendamento al cosiddetto "pacchetto sicurezza", un emendamento che vuole abolire il divieto di denuncia da parte dei medici e degli operatori sanitari nei confronti degli immigrati irregolari che si presentano al Pronto Soccorso o in strutture ambulatoriali.
La legge attuale (Dlgs 286/98) prevede che "L'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non puo' comportare alcun tipo di segnalazione all'autorita', salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parita' di condizioni con il cittadino italiano" (Art. 35 - comma 5). 
E' quindi sancito un divieto di "segnalazione alle autorità" dello straniero irregolare, tranne nel caso (ma questo vale appunto anche per tutti) di un sospetto reato, quando ad esempio il paziente si presenta al Pronto Soccorso con ferite d'arma da fuoco.
L'abolizione di questo comma rappresenterebbe un serio pericolo per la vita degli immigrati irregolari che necessitano di cure, anche urgenti. Chi - tra loro - avrà più il coraggio di andare in una struttura sanitaria, conoscendo il rischio che corre? E se una immigrata irregolare deve partorire?
Una norma che rappresenterebbe un pericolo anche per tutta la collettività.
 
Invitiamo quindi tutti e tutte ad aderire all'appello di Medici Senza Frontiere che trovate qui sotto
 

Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l'emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.

L'attuale Testo Unico sull'Immigrazione (Decreto Legislativo 286 del 1998) prevede che «l'accesso alle strutture sanitarie da parte dello straniero non in regola con le norme sul soggiorno non può comportare alcun tipo di segnalazione all'autorità, salvo i casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano».

Il rischio di essere segnalato creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie.
Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.

La cancellazione del principio di non segnalazione vanificherebbe inoltre un'impostazione che nei 13 anni di applicazione (il principio è presente nell'ordinamento italiano già dal 1995) ha prodotto importanti successi nella tutela sanitaria degli stranieri:
riduzione dei tassi di Aids,
stabilizzazione di quelli relativi alla Tubercolosi,
riduzione degli esiti sfavorevoli negli indicatori materno-infantili (basso peso alla nascita, mortalità perinatale e neonatale…).

MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la società civile a sottoscrivere l'appello ai Senatori, che ha già raccolto 6542 adesioni.

MSF, SIMM, ASGI e OISG organizzano inoltre una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio dalle 17:30 alle 20:00, alla quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, associazioni, organizzazioni, rappresentanti della società civile e cittadini.

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