lunedì 28 settembre 2009

IL REPERTO

Riporto queste righe di Sebastiano Messina comparse su Repubblica del 28 settembre:

Durante il discorso di chiusura della festa nazionale del Pdl, Silvio Berlusconi ha tirato fuori un foglietto e ha letto quello che ha definito "un reperto archeologico", un vecchio discorso dedicato ai suoi oppositori. "Hanno cambiato nome ma sono i comunisti di sempre. Sono gli adoratori di ditttori sanguinari cone Stalin, Mao e Pol Pot". Parole, ha spiegato, che furono pronunciate il 26 gennaio 1994 (data leggendaria della sua discesa in campo) e che valgono ancora oggi. Ora, l'dea che Dario Franceschini o Antonio Di Pietro siano gli eredi politici di Pol Pot fa ridere. Ma il fatto che Berlusconi sia rimasto lo stesso del 1994, e non sappia dire nulla di diverso da ciò che era falso già allora, ci fa solo pensare che il "reperto archeologico" in realtà sia lui, e che noi siamo invecchiati di 15 anni, otto mesi e un giorno. Inutilmente.