mercoledì 23 settembre 2009

LETTERA FIRMATA DA ROMA

Salve Don Barbero,
 
forse troverà la mia email un pò insolita, ma ho sentito il bisogno di scriverle dal momento stesso in cui ho visto la sua intervista trasmessa dalle "Iene" in cui le vengono poste le stesse domande che verranno rivolte poi a Don Benzi sull'omosessualità; ma penso proprio la ricordi!
Sono una ragazza di 15 anni e vivo a Roma, le scrivo perchè penso possa farle piacere sapere che tra i miei coetanei qualcuno la conosce, e che è molto apprezzato tra i liberi di pensiero.
Non sono cattolica e non credo nella pratica di alcun tipo di religione almeno al momento, seppur provenga da una famiglia di falsi praticanti, come lei saprà infatti ci sono spesso delle ipocrisie tra i fedeli, ammiro chi è spinto da sinceri sentimenti ma non posso dire altrettanto di persone che considerano ormai "un vaccino" la prat
ica della religione cattolica.
Ad ogni modo la ragione principale per cui voglio esternarle la mia ammirazione è sopratutto per il suo sostegno alla causa gay, mi rendo conto di quanto in un mondo come il suo sia difficile avere certe convinzioni, e sono sinceramente rasserenata di sapere che esistono dei sacerdoti che hanno il coraggio di vinceri dei dogmi a mio parere mal interpretati.
Pur essendo io molto giovane, ho dovuto da ormai un anno e mezzo render conto alla società che è quella Italiana per quanto riguarda il mio orientamento sessuale, ma a prescinder da questo ho dovuto sconfiggere le mie idee riguardo un concetto di giusto o sbagliato, dal giorno in cui ho capito di essermi innamorata di una ragazza.
Quello che le persone ignorano, e che nella Chiesa è profondalmente calpestato e umiliato, è l'amore nella sua forma più pura che nienta ha a che vedere con l'attrazione che tuttavia è perfettamente lecita, come tra uomo e donna altrettanto in una situazione omosessuale!
Io ritengo di non fare distinzione tra i due sessi perchè credo in quella che è l'anima della persona, in quello che è racchiuso oltre il corpo, in quello che è l'individuo, e tutto ciò che concerne i sentimenti non può e non deve essere banalizzato sulla base di una compatibilità di corpi, l'amore estremo che si avvicina a Dio non conosce limiti e cosa dovrebbe importare la predispozione di un corpo a procreare, quando c'è l'amore? 
Credo in Dio ma non in quello che l'uomo dice che sia, e dopo una fase di autoaccettazione non ho trovato nulla che fosse impuro nel mio amore.
Mi è dispiaciuto vedere come quello che io ora provo per questa ragazza sia stato spesso sottovalutato, come per i più non possa essere un sentimento sincero che non invidia nulla alla "normalità" che i finti moralisti proclamano.
Vede lei lo sa, ma nel suo mondo come in quello laico non ci si rende conto delle pressioni psicologiche che noi sopportiamo, che io ho dovuto sopportare in piena adolescenza, come tutte le volte che per quello a cui avevo assistito a Messa da bambina, mi sono chiesta "posso davvero provare questo, Dio lo vorrà?", e l'amare una persona del mio sesso ha aggiunto un dolore all'impossibilità di essere ricambiata.
Spero che lei continui per molti anni a parlare come fa ora, le auguro ogni bene e molte concquiste, e spero che tra non molto tra i religiosi di tutto il mondo, cattolici e non, ci sia finalmente un altro tipo di mentalità che eviterà per sempre ogni discriminazione.
Con la mia testimonianza volevo ringraziarla di avermi dato speranza di vedere un giorno un mondo migliore, abitato da uomini liberi di parlare, ribellarsi, e amare.
 
Con rispetto A.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


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