Cari fratelli e sorelle della segreteria,
Solo ora prendo in mano la lettera che, con intelligenza e intraprendenza avete inviato ad Augias. Spero che abbia voglia e coraggio sufficienti per accogliere la proposta.
Voglio esprimere alcune opinioni rispetto al testo redatto dalla segreteria.
· Non avete l'impressione di una certa altisonanza e autocelebrazione? Probabilmente, a mio avviso, il linguaggio dell'amore ha bisogno di un "intermezzo" letterario e linguistico più sorvegliato.
· Alle poetiche espressioni dei e sui silenzi, mi sentirei di aggiungere che talvolta ci siamo autosilenziati per la pochezza, forse incolpevole ma reale, delle nostre ricerche e delle nostre presenze.
· Forse meriterebbe una riflessione ulteriore, di cui io avverto un bisogno stragrande, l'affermazione circa
"la gente inginocchiata a chiedere la salvezza dall'onnipotenza". Oggi probabilmente assai spesso la ricerca della salvezza segue percorsi a mosaico e a ragnatela, tra brandelli di "cose" e di esperienze, ben lontani dall'orizzonte dell'onnipotenza salvifica. I nuovi "appetiti" e i "piatti" salvifici contemporanei non sono al riparo da derive idolatriche. Forse la "tentazione" sta cambiando direzione.
· Quanto all'articolo di Mancuso (10 dicembre), ho un pensiero diverso già sul rapporto tra idee e prassi come enunciato nella lettera. Ma qui la mia opinione mi porterebbe a dilungarmi. Questa volta la riflessione di Mancuso mi è sembrata pregevole: il suo pensiero, infatti, non è relegato nel mondo delle idee, ma sconfina nella prassi, sollecita ad agire in libertà. Qui le idee non cambiano solo le idee.
Mentre vi ringrazio per quello che siete e per quello che fate, ho voluto farvi giungere queste opinioni personali come un foglietto volante con l'augurio di ogni bene e di buon lavoro per questo 2010.
Un abbraccio
Franco Barbero
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