Va a finire che, se respingiamo gli immigrati o se si ferma il loro lavoro, ne succedono delle belle. Jenner Meletti, su Repubblica del 12 gennaio, prova ad elencare.
Sarà difficile anche bere un caffè, nel giorno X. Le ragazze del bar Due Archi, il più grande di piazza Pighin, sono infatti brave e gentili e anche cinesi. Sarà dura andare alla Santa Messa, quel giorno. Don Victor Hugo Toapanta Bastida è infatti molto "extracomunitario" perché arriva dall' Ecuador. Celebra l' Eucarestia, confessa e visita i malati nella parrocchia di Stroppare e nel giorno X potrebbe decidere di chiudersi in canonica. Sarà difficile fare la spesa. I garzoni dei fornai arrivano quasi tutti dall' Est o dal Nord Africa, i macellatori di polli sono tunisini o senegalesi, la frutta e la verdura sono raccolte e lavorate da mani straniere. Difficile anche distrarsi: nella società sportiva Rugby Stanghella ci sono infatti tre marocchini e un nigeriano che potrebbero appendere le scarpe al chiodo. I signori Mario e Toni dovranno restare in casa perché senza l' aiuto della badante non riescono più ad arrivare al bar.
Se, come si sta profilando, gli immigrati e le immigrate organizzano uno sciopero a livello nazionale, avremo di che riflettere.
Ci starebbe bene. Soprattutto sarebbe un altro passo in avanti nella lotta per i diritti.
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