domenica 9 ottobre 2011

BULLISMO E OMOFOBIA

 L’indagine nelle scuole:

860 studenti e 42 docenti di scuola superiore sono stati coinvolti nella prima indagine sul bullismo nelle scuole condotta da Arcigay con il supporto del ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali. Alcuni risultati. Due ragazzi su tre hanno udito insulti e aggressioni verbali ai danni dei compagni: frocio, finocchio, ricchione, checca e lesbica di m... Uno studente su 13 ha assistito almeno una volta nell'ultimo mese ad aggressioni omofobiche di tipo fisico (calci e/o pugni). Eppure la maggioranza degli insegnanti dichiara di non esserne al corrente. Chi colpisce sa di agire indisturbato. Di omosessualità a scuola si parla sulla base di progetti mirati. Ma l'attenzione del docente deve essere continua. Non si può delegare allo spazio «creativo» delle iniziative speciali un allerta che richiede costanza. L'indagine Arcigay è stata fatta sorteggiando un campione di istituti a caso dal sito dell'anagrafe delle scuole statali del Ministero dell'Istruzione. Un dirigente scolastico su due si è rifiutato di collaborare. Le aree del Sud e del Nord-Est sono quelle in cui si sono registrati i maggiori rifiuti (tre su quattro hanno detto di no). Un paio di anni fa l'Università statale di San Francisco ha varato il programma Family Acceptance. Tra i risultati: rispetto a una crisi adolescenziale, i ragazzi respinti per le emozioni provate, che vedono il loro amore privo di cittadinanza dentro e fuori casa, sono fragili, e possono essere tentati dal suicidio. Rispetto ai coetanei etero corrono un rischio otto volte superiore di farla finita. Gli sforzi per combattere il bullismo omofobico devono essere a tappeto. Non basta, anche se non è inutile, dire «andrà meglio».