| Caro Don Franco, rimango dentro la Chiesa, nonostante tutto, nel mio caso come partecipante a incontri sulla Parola di Dio e altri e come volontaria, quando è necessario. E' da un po' di tempo che frequento la meditazione cristiana, (sito http://www.meditazionecristiana.org/), in essa ho riscoperto il valore del silenzio, della sobrietà, della semplicità del Vangelo. Silenzio, sobrietà e semplicità che non vedo nelle iniziative del Vaticano. Ho conosciuto le storie di uomini e donne come lei, puniti per le loro idee che non sono apprezzate dalla gerarchia, sacerdoti dismessi dallo stato clericale, docenti universitari che non posso più insegnare teologia, sacerdoti allontanati dalle comunità in cui operavano con coraggio contro le mafie. Non sono più convinta che due milioni di giovani che si ritrovano in un incontro mondiale sia un valore, l'ho vissuto anch'io (ormai molti) anni fa, rimasi perplessa anche allora, nonostante i miei venticinque anni pieni di entusiasmo. Già allora preferivo incontri più intimi con Dio, più centrati sulla preghiera e sulla meditazione. Sono stanca di dibattiti, di parole, di duelli teologici e intellettuali, di dati alla mano su cui ri-parlare. Desidero ripartire dal Vangelo e siccome Gesù ci insegna a non giudicare, non esprimo giudizi sulle singole persone ed esterno la mia preoccupazione verso una Chiesa, intesa come istituzione gerarchica, che rischia di non ascoltare più la voce dei credenti, che mi pare sentano sempre più il bisogno di un ritorno alla sobrietà evangelica. Del resto, il ritorno alla sobrietà, ad una Fede più introspettiva, alla riflessione sulla responsabilità personale è ormai più che urgente, anche da un punto di vista ecologico, economico, politico, sociale, per essere ancora più efficaci nell'aiuto ai paesi poveri e anche nei nostri paesi in cui, oltre alla povertà di mezzi, aumenta sempre più quella spirituale e morale. Un abbraccio. Angela Prino | ||
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