martedì 11 ottobre 2011

MENTRE LA NOTTE

Questo mio corpo

stremato

lascio rollare

alla deriva. 
A stento reggo

questo mio cuore
presepe ieri

d'umanità
oggi fossa comune

di sogni a cataste
di aborti di promesse. 

Questa mia anima
veliero sugli abissi
grondante di popoli
calpestati e di tiranni
verdi di corruzione
affonda

nella notte vana
nuda di luna. 

Solo un baleno

illividisce
le trascorse mie stagioni

di rabbie e dolore
che nessuna apocalisse

seppe narrare
(Ma odo il monsone

vomitare melma

su apatie e complicità)

 
Mentre

-follia sapiente-

la notte d'antrace
mi rende i loro volti

e incrocio i loro sguardi
il cuore dei miei popoli.
Dei miei figli. 

E queste mie vene

s'inebriano

di forze arcaiche
e un dio ignoto

riconosciuto viene

a danzare sulla mia fronte. 

Stremata

-vinta no-
lascio gli oceani

che sospingano

questo mio corpo

sotto altri orioni
mentre la notte

bella del mio colore
mi sussurra storie

di prossime aurore. 

E con vigore

che non sapevo
sorreggo

questo mio cuore
sentinella

di nuove leggende.

 

Elisa Kidané (eritrea, missionaria comboniana, giornalista, poetessa)