venerdì 14 ottobre 2011

NOSIGLIA: ARCIVESCOVO IGNORANTE OMOFOBO

La curia di Torino, dopo quel banale libello "Fede e omosessualità" del 2009, con  il nuovo arcivescovo parte all'attacco contro l'omosessualità con un documento che sollecita aiuti e finanziamenti a chi vuole "curare" gli omosessuali come portatori di una malattia.

<<La curia di Torino, ignorante e omofoba,questa volta viene allo scoperto. Altro che comprensione, accoglienza.... Questa, oltre che ignoranza, è vera e propria persecuzione.  Almeno le cose sono chiare.
Era da tempo che non si sentiva parlare dell'omosessualità come una malattia. Lo ha fatto invece la commissione bioetica dell'Arcidiocesi di Torino prendendo posizione contro la  proposta di legge regionale presentata dall'ex presidente del Piemonte, Mercedes Bresso, per la "parità di trattamento e il divieto  di ogni forma di discriminazione nelle materie di competenza regionale". La posizione della Commissione è contenuta in una lettera della segreteria particolare dell'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia, recapitata al presidente del Consiglio regionale, Valerio Cattaneo. Oltre alle scontate , e legittime, prese di posizione a favore della famiglia e della difesa della vita  contro aborto e rischi di eutanasia, la lettera chiede "garanzie" per  chi pensa che l'omosessualità sia patologica.
La chiesa sostiene teorie smentite dalla comunità scientifica da decenni-replica l'ex presidente della Regione, Mercedes Bresso- L'omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o di riabilitazione di alcun genere, e questa è un'evidenza scientifica.
Di questa certezza il servizio pubblico non può far finta di nulla. La chiesa afferma un'idea legata in modo ossessivo alla sfera sessuale,come una sorta di perversione da curare. E' giusto che i legislatori acoltino tutti i pareri, ma sostenere la necessità di aiutare con finanziamenti pubblici chi coltiva la tesi che l'omosessualità sia curabile, significa sostenere una posizione inaccettabile e pericolosa>>. " Affermazioni inopportune, anzi uno scivolone" così Fabrizio Biolè, vicecapogruppo del movimento 5 Stelle in consiglio regionale definisce le dichiarazioni della curia.
"Le incredibili posizioni dell'Arcidiocesi di Torino sulla cura dell'omosessualità sono la dimostrazione involontaria della necessità della legge" aggiunge invece Andrea Benedino, portavoce per il Piemonte di Equality Italia. ( Repubblica 13 ottobre )
Così sdi sa chi sono i veri persecutori e chi incita alla violenza contro gli omosessuali.
Domenica 30 ottobre a Torino (dalle 10,30 alle 15,30) in Via San PioV, 17b  ne parleremo,