Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese Abu Mazen prosegue nella sua lungimirante e pacifica attività diplomatica di fronte alla comunità internazionale. In attesa della risposta all'istanza di adesione della Palestina all'Onu come membro effettivo, ha fatto richiesta di adesione all'Unesco.
La richiesta è stata calorosamente accettata a stragrande maggioranza, con l'ovvia e miserabile opposizione del governo israeliano, di quella degli Stati Uniti e l'astensione prevedibile di alcuni pavidi europei fra cui brilla quella del nostro governicchio. Netanyahu ha definito l'ingresso della Palestina una tragedia, il presidente Obama si è totalmente appiattito sui desiderata del governo israeliano senza vergogna. I due, da bravi compagni di merende, hanno risposto all'unisono al pacifico atto di civiltà democratica dei palestinesi con squallide e vili rappresaglie improntate alla prepotenza spudorata del più forte.
Barack non verserà il finanziamento all'Unesco, Bibi ha decretato la costruzione di duemila unità abitative abusive a Gerusalemme est e ha sospeso il trasferimento delle entrate fiscali palestinesi all'Anp. Un comportamento davvero esemplare per la sedicente più grande democrazia del mondo e per la ancora più sedicente unica democrazia del Medioriente.
La lezione che si può trarre da questo episodio è che Bibi non considera il moderato, pacifico e democratico Abu Mazen un interlocutore ma predilige il «dialogo» bellico con le frange jihadiste perché non vuole una vera pace. Quanto a Barack si sta applicando per diventare uno dei peggiori presidenti della storia statunitense.
(Moni Ovadia, da L'Unità del 5-11-2011)