È stata la settimana delle battute infelici. Una di Antonio Di Pietro, l'altra di Brett Ratner, che l'ha pagata insieme a Eddie Murphy dimettendosi dalla cerimonia degli Oscar. Di Pietro, dopo aver replicato un paragone dalle tinte omofobiche, si è scusato profondamente con la comunità gay. Mercoledì sera a Porta a Porta, per sottolineare il suo parere sul governo tecnico, aveva parlato di «un matrimonio tra uomini»; e il giorno dopo durante «La telefonata» di Belpietro su Canale 5, aveva approfondito l'esempio: «Bersani dopo due mesi che avrà appoggiato un governo tecnico si accorgerà che centrosinistra e Pdl non possono stare insieme, perché due maschi non possono vivere nella stessa camera da letto». Di Pietro accennava anche al fatto che due maschi non fanno figli, mostrando di svalutare il rapporto tra due uomini, tant'è che, siccome il governo tecnico sarebbe stato un matrimonio tra due uomini, Bersani dopo due mesi si sarebbe accorto dell'«errore». Criticato dalle associazioni, Di Pietro ha riconosciuto lo scivolone, chiedendo scusa: «La mia è stata una battuta assolutamente infelice ma involontaria. Ribadiamo tutto il nostro impegno nel campo della lotta per i diritti civili e le libertà individuali e proseguiremo la nostra battaglia in Parlamento in tal senso».
LE DIMISSIONI
«Le prove sono per froci»: Brett Ratner produttore dell'evento principe del cinema hollywoodiano aveva pronunciato questa frase durante un dibattito dopo la proiezione del film Tower Heist. Letteralmente sommerso dalle critiche delle associazioni americane, in particolare dalla Gay and Lesbian Alliance Against Defamation, si è scusato profondamente anche lui ma si è dimesso da produttore dello show, seguito a ruota da Eddie Murphy che aveva il ruolo di conduttore. La battuta è stata considerata «imperdonabile». Nell'accettare le dimissioni di Ratner, Tom Sherak, presidente dell'Academy, ha commentato: «Le parole hanno un significato e si pagano le conseguenze».
(Delia Vaccarello, L’Unità, 14-11)