domenica 18 marzo 2012

ALFANO L’OMOFOBO E PAOLA CONCIA

«Alfanetto è un uomo piccolo piccolo che non conosce né la sinistra né la destra europee». Paola Concia, deputato del Partito democratico, legge le parole del segretario pdl mentre è in Germania: il Paese in cui ha potuto sposare la sua compagna. «Un paese che in quanto a diritti sembra lontano anni luce da noi, e invece è dietro l'angolo».
Cos'ha pensato quando ha sentito evocare una pericolosa sinistra zapaterista che vorrebbe permettere il matrimonio tra gay?
«Alfano lo conosce Cameron? Un mese fa il premier britannico ha detto di non essere favorevole ai matrimoni tra omosessuali "nonostante" sia conservatore, ma proprio perché lo è. E lo stesso si può  dire della Merkel, di Sarkozy, che mai si sognerebbero neanche di pensare le cose che ha detto lui».
Secondo lei perché lo ha fatto?
«Per la solita becera campagna elettorale fatta sulla pelle dei gay. Siamo carne da macello. Propongo una moratoria: in vista delle elezioni, nessuno pronunci la parola omosessuale, né a destra né a sinistra».
Con quelle parole Alfano mette in difficoltà il vostro campo, che sui diritti civili non ha mai trovato un accordo.
«E' vero. Per questo ho invitato Anna Finocchiaro a non offendersi. Sogno per il mio partito una dirigente che dica: "Ebbene sì, caro Alfano, siamo favorevoli ai matrimoni gay perché siamo un Paese civile, perché vogliamo costruire un'altra Italia. Il fatto di avere una compagna tedesca mi aiuta a credere che un altro mondo è possibile. Esiste anche lo spread dei diritti, sa?».
(a.cuz.)

(Repubblica, 10/03)