venerdì 9 marzo 2012

Cattedrali nella neve

Non è mai troppo tardi. Il governo Monti ha deciso: le Olimpiadi del 2020 non si faranno a Roma. Non ci sono i soldi: 8 miliardi, il preventivo. E' così accantonata (definitivamente?) l'idea che i «grandi eventi», Giubilei, Olimpiadi, Gran Premi, Colombiadi, Mondiali di calcio, riunioni G7, Expo, siano fattori di sviluppo delle aree interessate. La realtà è molto diversa. Prendiamo il caso delle Olimpiadi invernali del 2006, che hanno interessato le nostre valli. I costi: all'inizio (1998) il preventivo era di 1200 miliardi di lire (600.000 euro); il consuntivo (provvisorio perché non esiste un consuntivo «ufficiale») è di 2,8 miliardi di euro , con un aumento del 470% . Gigantismo delle opere costruite e sprechi milionari hanno accompagnato il business. In cassa ci sono ancora 112 milioni (in realtà 70 perché ci sono contenziosi). I parlamentari piemontesi, i sindaci li hanno dichiarati «soldi nostri» e li vogliono per la «Coverciano della neve»: Pragelato (trampolini e fondo), Cesana (Bob), San Sicario (biathlon) Bardonecchia (freestyle), Pinerolo e Torre (ghiaccio) ripareranno gli impianti ormai in cattivo stato e poi le Valli diventeranno luogo per gli allenamenti. Finalmente lo sviluppo: cattedrali nella neve.

Giorgio Gardiol
(da L'Eco delle valli valdesi, 24/02)