Continuano a essere fonte di ispirazione per tutti i cristiani le suore Carol, Ardeth e Jackie con il loro inarrestabile amore per la nonviolenza e il sogno di trasformare le spade in aratri. Jackie ci ha lasciato, come raccontano le sue consorelle, nel mese di agosto 2011. Carol e Ardeth continuano a combattere anche per lei. "Jackie ha donato la sua vita all'unico scopo di abolire gli armamenti nucleari e di porre fine ad ogni guerra e noi preghiamo di poter fare lo stesso".
Alcuni anni fa la notizia di queste tre suore domenicane (Congregazione Grand Rapids, USA) aveva fatto il giro del mondo religioso: processate e dichiarate colpevoli dal governo federale e tenute in carcere circa tre anni. Colpevoli di aver oltrepassato la linea di recinzione di un sito di stoccaggio di armi nucleari e di averci versato, simbolicamente, della vernice rossa. Le azioni di disobbedienza civile di Carol e Ardeth non sono azioni isolate, sono esperienze di comunità, sostenute dalla loro Congregazione e da altri operatori di pace che si riconoscono nel centro Jonah House (www. jonahhouse.org).In queste pagine ho selezionato dei passi delle loro recenti dichiarazioni davanti al giudice. E' ormai diventato un appuntamento al quale sono abituate, quello di rendere conto delle loro azioni davanti a una giuria: da una parte ci sono ancora alcune pendenze dello scorso processo, dall'altra per le altre azioni che continuano a portare avanti per "Nonviolenza, Comunità e Resistenza", come recita il loro sito. Trovo le loro parole profonde e portatrici di vita e amore evangelico.Il primo atto pubblico nonviolento delle tre suore americane domenicane (Ardeth Platte di 66 anni, Carol Gilbert di 55 anni, e Jackie Hudson di 68 anni) si concluse il 25 luglio 2003, quando una Corte americana emise una sentenza di condanna a due anni e mezzo circa di carcere e a una multa di 200 dollari per ciascuna. In particolare, Jackie ha ricevuto una condanna di 30 mesi, Carol di 33 mesi e infine Ardeth di 41 mesi.
Le sorelle sono entrate nel perimetro della base militare in Colorado (uno degli arsenali nucleari presenti sul territorio americano) durante una manifestazione dì protesta civile contro la guerra in Iraq e hanno cercato di disabilitare simbolicamente un missile a testata nucleare, considerato un'arma dì distruzione di massa.
Patrizia Morgante
(Mosaico di pace, febbraio 2012)