giovedì 1 marzo 2012

L’AMACA

Secondo il leader dei No Tav Alberto Perino, il boicottaggio delle presentazioni dei libri di Giancarlo Caselli va interrotto non perché sia incivile, ma perché Caselli "è una persona che non merita pubblicità". È un argomento meschino e tipicamente di destra, che attribuisce al tornaconto personale ("farsi pubblicità") anche l' impegno pubblico di un uomo pubblico. Ma è anche, nella fattispecie, un argomento ridicolo, perché il giudice Caselli, per ragioni storiche che al maturo Perino non possono essere sfuggite, è stato un protagonista della lotta al terrorismo e alla mafia, appartiene alla storia della Repubblica ed è sulle prime pagine dei giornali da più di trent' anni. Si capisce che a Perino stia a cuore la causa del suo movimento: ma guardando un fiato al di là del proprio naso, della propria agenda e del proprio contado, si capisce anche che esiste un contesto (storico, legale, politico, sociale) con il quale perfino le cause più nobili e strenue devono fare i conti. La lotta dei No Tav è durae quasi certamente impopolare al di fuori della Val di Susa.È sostenuta da buone ragioni tecniche, che accusano di inutilità l' opera, e di sperpero l' ingente investimento. Sortite come quelle di Perino inchiodano quella causa alla sua ringhiosa caricatura.

(Michele Serra, Repubblica, 24-02)