sabato 3 marzo 2012

UNA RISPOSTA


Cara Stefania,
non conosco nulla di te, della tua età, del tuo percorso di studi, della tua esperienza ecclesiale. Provo a dirti alcune cose che mi sembrano preziose per chi, leggendo la Bibbia, trova nel Primo e anche nel Secondo Testamento, tanti testi che sono "inconciliabili" con il messaggio d'amore e di accoglienza.
  1. Intanto... lode a te che non hai archiviato la voce della ragione e ti sei posta onestamente delle domande. Senza questo spirito critico e costruttivo la fede diventa credulità, infantile e addirittura ridicola.
  2. Bisogna subito rompere l'incanto o l'ingenuità: la Bibbia non è parola di Dio tout court. Essa è la testimonianza che arriva a noi da tempi lontani del modo con cui delle persone hanno cercato di vivere la loro fede in Dio. Non è una "telefonata" di Dio o una "scrittura sotto dettatura divina".
  3. Questo significa che ogni libro della Bibbia va collocato nel suo contesto storico, culturale, antropologico, linguistico, simbolico. Gli studiosi hanno prodotto una grande chiarificazione al riguardo. Ti consiglio di partire da un piccolo libro del biblista cattolico Ortensio da Spinetoli "Bibbia parola di uomo" (Edizioni La Meridiana: info@lameridiana.it).
  4. Le nostre percezioni, idee, testimonianze del mistero di Dio sono sempre parziali, contingenti, imperfette perchè siamo creature. A volte mettiamo sul conto di Dio pensieri e regole, concezioni e valutazioni che sono il frutto della nostra cultura, con i suoi limiti e anche con i suoi pregiudizi. Quel "tesoro che è la parola di Dio" va quindi cercato tra una "montagna" di parole umane, spesso approssimative, violente, banali. La Bibbia è affascinante perchè è la eco di una esperienza reale, carnale e non un "piatto divinamente confezionato". La testimonianza di questi uomini, con il limite della loro esperienza, non costituisce una regola da copiare, una verità da ripetere, una serie di comportamenti da eseguire alla lettera. Leggendo la Bibbia come testimonianza di allora debbo domandarmi come vivrò oggi il messaggio d'amore che, depurato da tutte le innumerevoli scorie culturali di quel tempo, i due Testamenti mi lanciano. Leggere la Bibbia con il metodo storico critico significa scoprire che Dio mi può interpellare anche nel mio oggi e che, nei due Testamenti, scorre in profondità un filo conduttore da dissotterrare: la fiducia in Dio, in un Dio di amore e di giustizia, accogliente, amico della vita. Arrivare a questo nocciolo, spesso quasi sepolto e contraddetto dagli involucri culturali e linguistici, non è così ovvio.
  5. E aggiungo un esempio: tu sei una donna. Ebbene, noterai che, accanto a molte "gemme" di tenerezza, esistono molti passi derivanti da una cultura maschilista, patriarcale, guerrafondaia... Dio privilegerebbe i maschi rispetto alle donne? Favorirebbe gli eterosessuali e condannerebbe gli omosessuali? E' ovvio, per chi è consapevole della storicità dei nostri processi culturali, che qui il redattore del testo ha "detto la sua", ha raccolto l'idea corrente del tempo. Sarebbe un guaio serio identificare e confondere questo "dato culturale" con il messaggio centrale della Bibbia. Pensa un po' se noi leggessimo i due "racconti della creazione" come cronache. Si tratta di "miti delle origini" che non contrastano per nulla contro i dati dell'evoluzionismo e delle scienze moderne.
  6. Che invito alla responsabilità, al discernimento, all'ascolto e alla ricerca del Dio sempre oltre ogni testo, sempre più vivo e amante di ogni Sua particolare "epifania", testimonianza. Questo è il Dio che, secondo i profeti e secondo Gesù di Nazareth, ci parla anche dall'altra Bibbia che è la vita dei più deboli, delle persone più emarginate dalla chiesa ufficiale e dalla società del capitale, dell'immagine, del dio-denaro.
  7. Voglio ancora consigliarti due libri: "Teologia del pluralismo religioso" (VIGIL, Borla Editore) e "Come la samaritana" (un mio piccolo libro che, se avrò modo di raggiungerti, ti regalerò).
  8. Cara Stefania, non perderti d'animo in questo approccio alla Bibbia, al suo linguaggio storico e fatto di immagini, simboli, parabole, miti... Con alcune "chiavi" e con grande semplicità ed ostinazione, Dio parlerà al tuo cuore. Dallo sconcerto allo smarrimento passerai alla gioia e ti innamorerai della Bibbia..., ma soprattutto di Dio, della vita, degli ultimi e delle ultime della nostra carovana. Come ci ha insegnato Gesù, il profeta ebreo che noi, con linguaggio mitico, chiamiamo "figlio di Dio" per dire che nella sua vita egli è stato fedele cercatore della volontà di Dio in modo per noi cristiani insuperabile.
Ti abbraccio forte.
Scusa la provvisorietà e la velocità della mia risposta. Cercami se hai ulteriori dubbi o vuoi segnalazioni bibliografiche.
Puoi telefonarmi allo 0121/72857 o al 340/8615482 senza paura. Nei limiti del possibile, ti risponderò.
    don Franco