giovedì 19 aprile 2012

PACE A VOI

35 Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l'avevano riconosciuto nello spezzare il pane. 36 Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». 37 Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. 38 Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? 39 Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». 40 Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. 41 Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». 42 Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; 43 egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. 44 Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». 45 Allora aprì loro la mente all'intelligenza delle Scritture e disse: 46 «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno 47 e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. 48 Di questo voi siete testimoni (Luca 24, 35 – 48).

 

In questi giorni, per ragioni di lavoro, sono sempre in viaggio tra una città e l'altra, da un gruppo all'altro, da un dibattito all'altro. Lascio ai lettori e alle lettrici del blog un breve messaggio che tanta eco trova nel mio piccolo cuore.

Una lettura non ingenua

Saremmo piuttosto inclini al fondamentalismo se leggessimo queste righe del Vangelo come una cronaca. La lettura ingenua costituisce una vera e propria trappola.

Nel codice linguistico del "genere delle apparizioni" non va ricercata la fotografia di un evento, ma il significato di cui lo scritto è portatore. La preoccupazione di Luca è evidente: egli vuole dirci che la risurrezione di Gesù non è stata una illusione o una loro "invenzione". I discepoli e le discepole ci sono arrivati attraverso passaggi diversi, "lungo la via".

Sono gli occhi della fede che hanno ricordato la promessa di Gesù ed hanno "visto", cioè creduto alla sua risurrezione operata da Dio. Il cammino della fede non è fatto di "dimostrazioni", ma di fiducia in Dio.

La risurrezione di Gesù è un evento reale, ma non dimostrabile empiricamente. Tutta la fede, che per noi è la "realtà più reale" che esista, non si regge su dimostrazioni, "apparizioni", prove documentarie. Credo in Gesù vivo presso Dio per la testimonianza affidabile della Scrittura.

La pace

Uno dei frutti della fede nella risurrezione è proprio una pace che mette radici profonde nel nostro cuore anche in questi "anni dell'impotenza". Si tratta di un dono prezioso, che però è difficile da fare nostro, da accogliere, da tradurre nel quotidiano.

Se ci guardiamo attorno il mondo non si presenta affatto come un giardino incontaminato e fiorito. Scorrono fiumi di disperazione e la violenza della armi imperversa. L'avidità e la corruzione sembrano senza fine. Il lavoro e i diritti attraversano una stagione tragica. L'orizzonte politico, a livello di equità sociale, sembra più che mai fosco.

Se poi guardiamo alla nostra chiesa, essa sembra un treno che corre veloce verso il medioevo mentre i passeggeri si buttano fuori dal finestrino come chi si accorge che bisogna cambiare direzione.

Ormai sul treno ci sono più controllori che passeggeri. L'unico "disco" ripete di stare fermi al proprio posto in totale obbedienza e fiducia nei conduttori.

Guardiamo e soffriamo questo modo di essere chiesa fuori dalla "storia".

Le persone sentono che lì non c'è una casa accogliente, un padre-madre che ti aspettano con le braccia ed il cuore aperti. Ma, anche se guardiamo alle nostre piccole o grandi comunità o alla nostra vita personale, anche qui il nostro percorso è accidentato e spesso incoerente.

Eppure: pace anche a noi

Sì, a questi discepoli smarriti e fragili Gesù lancia e lascia un messaggio di pace in un contesto tutt'altro che indolore e promettente.

Dio non ha abbandonato questo mondo a se stesso e nelle arterie di tutto il creato soffia un caldo vento che infonde fiducia e voglia di amore: "Di questo voi siete testimoni" recita l'ultimo versetto del Vangelo di oggi.

Dio non ci chiede la perfezione, né una gioia imperturbabile, costante, come se la terra fosse un cielo senza nuvole e tempeste e la nostra vita un arcobaleno svolazzante. Se in questa stagione di "tempi difficili" continuiamo a lottare contro le discriminazioni e a seminare un po' di solidarietà; se abbiamo fiducia nel lavoro quotidiano che "insieme" possiamo svolgere come cittadini onesti e come cristiani consapevoli, allora nel nostro cuore non verrà a mancare quel tanto di pace che è necessaria perché la nostra vita sia "vissuta" e non solo "sopportata", perché essa non diventi una "lagna" e non si spenga il sorriso.

 

Voglio ringraziarti

O Dio, voglio ringraziarTi con tutto il cuore

perché nei miei ormai lunghi anni di vita

ho attraversato e talora attraverso

affanni e burrasche,

ristrettezze e fatiche,

ma non ho perso la pace.

Ti ringrazio perché l'assaporo

come un Tuo dono,

che mi permette ancora ogni giorno

di guardare oltre il pantano,

di vedere germogli di giustizia,

di trasalire di gioia,

di sognare la fioritura dei diritti,

di abbracciarTi come il Dio presente

nella esistenza di tante donne

e di tanti uomini che incontro

"lungo la via".