Ora in pentola bolle la legge anticorruzione. Si parla di ridurre i tempi di prescrizione, di ricondurre a reato il falso in bilancio, di intercettazioni. Insomma, si fa marcia indietro rispetto ai guai prodotti dal precedente governo. Ce n'è un gran bisogno perché ormai la corruzione invade il Paese: dai partiti, ai comuni, al calcio.
Dal governo dei professori invece mi aspettavo maggiore attenzione verso la ricerca e in particolare i giovani ricercatori. E invece siamo alle solite: non ci sono concorsi e i nostri giovani sono costretti ad andare all'estero. Così si impoverisce il Paese. Non si capisce che è inutile parlare di innovazione se si manda via proprio chi è in grado di fare innovazione, ossia i giovani freschi di studi e pieni di entusiasmo. Una considerazione su Internet. La Rete è una invenzione molto bella: ha davvero reso la Terra un villaggio globale, ha portato usi e costumi di tanti Paesi in tutte le case ed è diventata un fattore di democrazia. Ma c'è qualcosa su cui vale la pena riflettere. Lo spunto mi è stato dato da un liceo classico che ha organizzato un caffè della scienza. Iniziativa meritevole perché al liceo classico di scienza se ne fa poca. In questa occasione però ho assistito a una presentazione poco spontanea da parte dei ragazzi che avevano fatto una ricerca su Internet e usando "taglia e incolla" avevano messo insieme un temino. Mi è venuto in mente che quando Internet non c'era, si dovevano cercare le informazioni su libri e enciclopedie, cercare di estrarre le cose essenziali e riassumerle. Era una bella fatica, anche fisica, però le cose si ficcavano bene in testa.
Ora, io credo, si potrebbe fare lo stesso anche oggi. Invece di usare "copia e incolla" si dovrebbe estrarre criticamente le informazioni da Internet e riportarle con parole proprie. Usare Internet ma con il cervello.
Margherita Hack
(L'Unità, 5 aprile)