mercoledì 18 aprile 2012

Le sentenze a favore dei pari diritti

Ancora una sentenza che riconosce il valore delle coppie gay. La Corte di Appello dì Milano ha riconosciuto il pari trattamento di due componenti di una coppia gay in una vertenza contro la cassa sanitaria di un istituto di credito. Il convivente omosessuale ha dunque diritto allo stesso trattamento di un marito o di una moglie. Commenta con favore la sentenza Ivan Scalfarotto, vicepresidente del Pd. «Le aule dei palazzi di giustizia sono sempre più spesso le sedi in cui le coppie gay possono ottenere dignità e parità di diritti. E' il segnale che i tempi sono maturi anche in Italia per l'uguaglianza davanti alla legge di tutti i cittadini, gay e etero. Chi lamenta l'invasività del potere giudiziario dovrebbe piuttosto interrogarsi sull'incapacità della politica di dare risposte serie ai problemi dei cittadini». 

LA CASSAZI0NE
Sono tre le sentenze di apertura dei giorni scorsi. «A pochi giorni di distanza dalla sentenza della Corte di Cassazione in cui si riconosce alle coppie gay il diritto alla vita famigliare e dopo quella del tribunale di Reggio Emilia che riconosce il permesso di soggiorno a un cittadino uruguaiano sposato in Spagna con un italiano - spiega Scalfarotto -, assistiamo oggi a un ulteriore importante decisione che spinge il nostro ordinamento a cessare ogni forma di discriminazione nei confronti delle famiglie omosessuali». Le aperture in magistratura sono recenti stando alle dichiarazioni di Alfonso Papa ex magistrato oggi deputato Pdl. «All'interno della magistratura vi è stata sempre una posizione molto discriminante nei confronti dell' omosessualità. In passato ci sono stati anche dei precedenti disciplinari in questa materia». Papa intervistato da Klaus Davi si è detto favorevole alle norme sulle unioni civili (nonostante Alfano): «Abbiamo un dibattito in Italia molto sfalsato, non deve riguardare il matrimonio o valori religiosi fondanti, ma può e deve riguardare la regolamentazione di rapporti giuridici ed economici, prioritarie tra conviventi».
Delia Vaccarello

(L'Unità, 2 aprile)