Oltre 200 dispersi in mare. L'Europa dovrebbe cooperare alla stabilizzazione di Paesi come la Libia e l'Egitto, per poi avere finalmente istituzioni con cui avviare interventi umanitari sostenibili. Ma molti, in Italia e nella Ue, vedono la disorganizzazione come un benefico filtro che rallenta e scoraggia gli ingressi.
(Massimo Marnetto)
La battuta di Renzi sull'Europa che salva le banche ma lascia annegare i bambini è una battuta forte ma, purtroppo, estremamente realistica. A essa ha fatto eco, un po' più debolmente, quella di Schultz, il candidato della sinistra e del Pd per il governo dell'Europa, che riconosce l'assurdità di una situazione in cui l'Italia viene lasciata da sola a gestire una emergenza umanitaria da cui gli altri Stati europei si tengono fuori. Se queste affermazioni hanno un senso però quella che dobbiamo cominciare a sottolineare è l'importanza delle prossime elezioni: i rapporti politici che usciranno dalle urne il 25 maggio potrebbero essere fondamentali per definire il volto e i livelli di civiltà di un intero continente. Sceglieremo infatti con quella consultazione se l'Europa intende davvero rispettare i principi etici su cui si è fondata e le convenzioni internazionali cui ha aderito sul diritto d'asilo. Avendo presente anche la possibilità di utilizzare il semestre ormai prossimo a guida italiana per definire una ipotesi di accoglimento in Libia per coloro che a quell'asilo hanno davvero diritto: bloccando una volta per tutti la mafia degli scafisti, i viaggi comunque pericolosi, costosi ed umilianti e i naufragi in cui tanti di quei viaggi si concludono ma aprendo soprattutto, dopo secoli di guerre e di sopraffazioni un ponte di fratellanza e di rispetto fra gli abitanti dell'Africa e dell'Europa.
(Luigi Cancrini, L'Unità 14 maggio)