domenica 8 giugno 2014

LISTINO PREZZI

Un listino completo e dettagliato, come in ogni locale che si rispetti per evitare brutte sorprese al momento del conto. Ma in questo caso il problema non sono i prezzi, anche se si potrebbe discutere se davvero un matrimonio valga due funerali. Il problema, in questa storia che ha fatto rumorosamente parlare di sè dalla provincia di Pistoia fino in Vaticano, è che non è un locale qualsiasi, ma una chiesa. Precisamente la chiesa di Villa di Baggio, ridente borgo sulle colline pistoiesi. A finire nell'occhio del ciclone è stato il parroco, don Valerio Mazzola, 72 anni, ordinato nel 1994, per la sua idea di esporre in chiesa un foglio con indicate le «tariffe» per i sacramenti, con prezzi da 190 euro per il matrimonio a 90 per battesimo o funerali.
L'iniziativa ha spaccato la parrocchia e a molti non è proprio andata giù, tanto che una parte di fedeli ha deciso di scrivere una lettera al Papa, lamentandosi anche del fatto che lo stesso prete ha deciso di mandare i bambini in altre parrocchie per comunione e cresima, causa la penuria di catechisti. La vicenda che riecheggia vagamente le atmosfere delle pagine di Guareschi, non ha per luogo l'Emilia, ma le colline pistoiesi.
Don Valerio Mazzola, davanti alle critiche e alla missiva spedita in Vaticano, si è giustificato per il singolare «listino-prezzi», spiegando che si tratta di «semplici indicazioni di offerta». «Mi trovavo in imbarazzo - aggiunge - ogni volta che qualche parrocchiano mi chiedeva quanto dare per la cerimonia, così ho deciso di dare un'indicazione pubblicamente. Non sono offerte obbligatorie né soldi che vanno a finire nelle mie tasche. La comunità deve capire che c'è bisogno del sostegno di tutti per mandare avanti la chiesa». Messa cosi, più che un tariffario suonerebbe come una lista di «consigli» per la beneficenza, ma 1'effetto per chi lo legge è stato ben altro. Infatti, la comunità della piccola Villa di Baggio si è divisa dopo questa presa di posizione.
«Pensavamo fosse stata la diocesi di Pistoia a dire al parroco cosa scrivere» spiega una parrocchiana, aggiungendo che «il parroco è un po' assente, e forse è vero, ma in fondo non ha mai fatto nulla di male». Nella lettera inviata a Papa Francesco, i parrocchiani chiedono se «la pratica delle tariffe imposte dal parroco è conosciuta e accettata dalla curia di Pistoia e quindi anche dal Vaticano» e concludono "come facciamo ad insegnare ai nostri bambini la carità cristiana e la fede quando proprio il nostro parroco non dà il buon esempio? E' davvero così la chiesa cattolica?», non dimenticando una zampata di ironia: «In quanto tariffa fissa, possiamo chiedere la fattura?».
Quanto alla decisione di mandare i bambini in altre parrocchie per comunione e cresima, che ha creato altrettanto subbuglio, nella lettera al Papa i fedeli rilevano che non essendoci più persone disponibili per lezioni di catechismo «in questi casi non dovrebbe essere il parroco a sopperire» alla loro mancanza?. Anche in questo caso la difesa del parroco non si è fatta attendere, e ha contributo a chiarire una scelta sulla quale è stata richiesta la supervisione e l'intervento nientemeno che di Papa Francesco.
«Sono una persona vecchia e malata - la risposta di don Mazzola - non posso seguire i bambini. Ho cercato di spiegare ai genitori che il mio orologio biologico nel pomeriggio va in tilt e non posso seguire i bambini. Spesso mi devo assentare per recarmi a Torino, insomma non è una cosa fattibi1e» ha precisato ricordando che è impossibile anche un ipotetico cambio d'orario perché «i bambini hanno mille impegni». «Se il Papa chiamerà sarò felice di rispondere - conclude - tra l'altro a fine giugno festeggerò i miei vent'anni di sacerdozio. Mi sembra un bel regalo».

(L'Unità 2 giugno)