Sergio Durando, direttore dell'Ufficio Migranti della Diocesi, è in prima linea nell'affrontare temi e problemi dell'immigrazione.
Tanti comuni rifiutano l'accoglienza. È giustificata la paura?
«Ogni amministratore locale deve avere anche uno sguardo sul mondo: non si può immaginare un comune chiuso, è miopia. I comuni devono essere parte attiva, devono avere la regia dell'accoglienza, non rischiare di subirla».
Esiste questo rischio?
«I comuni non rispondono ai bandi Sprar, cioè all'offerta di pianificare l'accoglienza in modo equilibrato. Il rischio si collega a cooperative o strutture che guardano solo a concentrare grandi numeri, al business, dando un letto e un tetto senza "accompagnare" davvero i migranti, creando disagi».
Intanto gli arrivi aumentano.
«I numeri del 2016 non sono molto diversi dal 2015. Sulle cifre c'è strumentalizzazione per alimentare paure e pregiudizi».
Oggi oltre 13 mila migranti sono accolti in Piemonte...
«È una cifra gestibile, se c'è programmazione. Se non c'è si continua nell'emergenza, senza garanzia sugli standard, utilizzando territori dove non ci sono opportunità».
I migranti vengono parcheggiati per mesi. Cosa sarà dei 13 mila?
«Temi caldi sono quelli dei tempi e dei dinieghi. Bisogna accelerare i tempi e pensare che, visto l'alto numero di dinieghi, oltre la metà di queste persone dopo il colloquio con la commissione diventerà irregolare. Oppure, uscendo dal centro di accoglienza, non avrà né casa né lavoro. Bisogna pensare a un sistema di accoglienza che guardi oltre...».
Maria Teresa Martinengo
(La Stampa, 26 ottobre)
Tanti comuni rifiutano l'accoglienza. È giustificata la paura?
«Ogni amministratore locale deve avere anche uno sguardo sul mondo: non si può immaginare un comune chiuso, è miopia. I comuni devono essere parte attiva, devono avere la regia dell'accoglienza, non rischiare di subirla».
Esiste questo rischio?
«I comuni non rispondono ai bandi Sprar, cioè all'offerta di pianificare l'accoglienza in modo equilibrato. Il rischio si collega a cooperative o strutture che guardano solo a concentrare grandi numeri, al business, dando un letto e un tetto senza "accompagnare" davvero i migranti, creando disagi».
Intanto gli arrivi aumentano.
«I numeri del 2016 non sono molto diversi dal 2015. Sulle cifre c'è strumentalizzazione per alimentare paure e pregiudizi».
Oggi oltre 13 mila migranti sono accolti in Piemonte...
«È una cifra gestibile, se c'è programmazione. Se non c'è si continua nell'emergenza, senza garanzia sugli standard, utilizzando territori dove non ci sono opportunità».
I migranti vengono parcheggiati per mesi. Cosa sarà dei 13 mila?
«Temi caldi sono quelli dei tempi e dei dinieghi. Bisogna accelerare i tempi e pensare che, visto l'alto numero di dinieghi, oltre la metà di queste persone dopo il colloquio con la commissione diventerà irregolare. Oppure, uscendo dal centro di accoglienza, non avrà né casa né lavoro. Bisogna pensare a un sistema di accoglienza che guardi oltre...».
Maria Teresa Martinengo
(La Stampa, 26 ottobre)