"Gesù si è rivolto a discepoli e folle parlando di Dio con narrazioni, soprattutto con parabole.
Gesù è un narratore di parabole. il suo linguaggio è simbolico, fa unità tra cielo e terra, fra Dio e uomo. Il linguaggio di Gesù è maieutico: mette in grado le persone che lo ascoltano a tirar fuori da se stesse l'insegnamento, il significato profondo della parabola, della storia raccontata.
Non è un linguaggio assertivo, ma aperto, è il linguaggio democratico della narrazione. Gesù ricorre a un linguaggio semplice ma che dà a pensare, un linguaggio tratto dalla vita quotidiana e dunque che rappresenta un terreno comune in cui coloro che lo ascoltano possono ritrovarsi.
Egli racconta Dio narrando storie umane......
Una parabola, anche se parla di un contadino che semina, non intende insegnare il mestiere dell'agricoltore.
Le parabole sono micro-racconti, immagini sviluppate in brevi o brevissime trame che parlano di Dio senza menzionarlo e narrando storie della più ordinaria quotidianità e di cui sono protagonisti personaggi comuni. All'interno di questo mondo ordinario, che è anche il mondo dei loro destinatari, le parabole aprono una finestra che consente al lettore di guardare il mondo in modo radicalmente rinnovato".
( Luciano Manicardi, Gesù narratore di Dio, EMI, pp.21-23).