Le vetrine già fanno l'occhiolino alle feste natalizie con una accresciuta orgia di proposte, di consumi, ma per noi è tempo di risveglio: "Se non ora quando?".
Credo che noi cristiani, anche su impulso delle dichiarazioni di papa Francesco, dovremmo riprendere con coraggio e radicalità alcuni impegni di grande spessore:
1) Obiettare alla società dei consumi con uno stile di vita di serena sobrietà;
2) Porre attenzione al cammino ecumenico delle chiese cristiane che, o ritrovano l'unità di fede in una "diversità riconciliata" oppure cessano di essere testimoni del Vangelo nel mondo;
3) Rimettere al primo posto il progetto di amore e di giustizia come fedeltà al Dio creatore.
Di tutto questo si parlerà a Trento nei giorni 15-18 novembre in una grande assemblea delle chiese cristiane.
Così dove si celebrò il Concilio "delle scomuniche e della controriforma", ci si riunirà per un dialogo ecumenico.
Non ci sono solo segnali di "morte" ma si percepisce un movimento che guarda al futuro con chiari accenti di novità.
Franco Barbero