UOMINI CHE BRUCIANO LE DONNE
Un uomo massacra di botte e poi brucia viva la moglie che
aveva chiesto la separazione.
Nel suo orrore e' la sintesi della situazione presente
dell'umanita'.
La dura verita' e' che non e' possibile abolire la guerra
se non si sconfigge il maschilismo.
Non e' possibile abolire il razzismo e lo schiavismo se
non si sconfigge il maschilismo.
Non e' possibile ottenere riconoscimento, rispetto e
protezione dei diritti di tutti gli esseri umani se non si sconfigge il
maschilismo.
Non e' possibile impedire la catastrofe ecologica se non
si sconfigge il maschilismo.
Perche' la violenza maschile - la sua prassi e la sua
ideologia, le sue strutture e il suo linguaggio - e' la prima radice e il primo
modello di ogni violenza.
E' il maschilismo il nocciolo duro del militarismo e del
razzismo.
E' il maschilismo l'ideologia profonda di ogni potere
gerarchico e assassino.
E' il maschilismo lo schema di ogni relazione fondata
sullo sfruttamento, sull'oppressione e sul disprezzo dell'altro.
E quindi non e' possibile realizzare una societa'
pacifica e giusta, responsabile e solidale, dell'empatia e della condivisione,
della civile convivenza, se non si sconfigge il maschilismo.
Molte sono le cose che possiamo e dobbiamo fare. Tra
esse, innanzitutto, sostenere i centri antiviolenza realizzati dal movimento
delle donne. Ad esempio a Viterbo il centro antiviolenza "Erinna"
(per contatti e sottoscrizioni: "Associazione Erinna - Centro
antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo, tel. 0761342056,
e-mail: e.rinna@yahoo.it, onebillionrisingviterbo@gmail.com, sito: http://erinna.it,
facebook: associazioneerinna1998, contributi possono essere inviati attraverso
bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN:
IT60D0501803200000000287042).
Tra pochi giorni ricorre la Giornata internazionale
contro la violenza sulle donne. Che non resti l'evento di un giorno ma sia
piuttosto occasione suscitatrice di sempre piu' vasta e profonda consapevolezza
ed appello a un impegno persuaso e crescente, un impegno indispensabile per la
liberazione dell'umanita' intera.
Perche' cessino i roghi, siano spezzate le catene e le
armi, l'umanita' si riconosca umana.
Con voce e con volto di donna la nonviolenza e' in
cammino.
Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti
umani" di Viterbo
Viterbo, 11 novembre 2016
Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di
Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail:
nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it