venerdì 11 novembre 2016

UNA REALTA' CHE INSIEME DOBBIAMO CAMBIARE

UOMINI CHE BRUCIANO LE DONNE

 Un uomo massacra di botte e poi brucia viva la moglie che aveva chiesto la separazione.

Nel suo orrore e' la sintesi della situazione presente dell'umanita'.



La dura verita' e' che non e' possibile abolire la guerra se non si sconfigge il maschilismo.

Non e' possibile abolire il razzismo e lo schiavismo se non si sconfigge il maschilismo.

Non e' possibile ottenere riconoscimento, rispetto e protezione dei diritti di tutti gli esseri umani se non si sconfigge il maschilismo.

Non e' possibile impedire la catastrofe ecologica se non si sconfigge il maschilismo.

Perche' la violenza maschile - la sua prassi e la sua ideologia, le sue strutture e il suo linguaggio - e' la prima radice e il primo modello di ogni violenza.

E' il maschilismo il nocciolo duro del militarismo e del razzismo.

E' il maschilismo l'ideologia profonda di ogni potere gerarchico e assassino.

E' il maschilismo lo schema di ogni relazione fondata sullo sfruttamento, sull'oppressione e sul disprezzo dell'altro.

E quindi non e' possibile realizzare una societa' pacifica e giusta, responsabile e solidale, dell'empatia e della condivisione, della civile convivenza, se non si sconfigge il maschilismo.


Molte sono le cose che possiamo e dobbiamo fare. Tra esse, innanzitutto, sostenere i centri antiviolenza realizzati dal movimento delle donne. Ad esempio a Viterbo il centro antiviolenza "Erinna" (per contatti e sottoscrizioni: "Associazione Erinna - Centro antiviolenza", via del Bottalone 9, 01100 Viterbo, tel. 0761342056, e-mail: e.rinna@yahoo.it, onebillionrisingviterbo@gmail.com, sito: http://erinna.it, facebook: associazioneerinna1998, contributi possono essere inviati attraverso bonifico bancario intestato ad Associazione Erinna, Banca Etica, codice IBAN: IT60D0501803200000000287042).


Tra pochi giorni ricorre la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Che non resti l'evento di un giorno ma sia piuttosto occasione suscitatrice di sempre piu' vasta e profonda consapevolezza ed appello a un impegno persuaso e crescente, un impegno indispensabile per la liberazione dell'umanita' intera.


Perche' cessino i roghi, siano spezzate le catene e le armi, l'umanita' si riconosca umana.

Con voce e con volto di donna la nonviolenza e' in cammino.

 Il "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo

 Viterbo, 11 novembre 2016

 Mittente: "Centro di ricerca per la pace e i diritti umani" di Viterbo, strada S. Barbara 9/E, 01100 Viterbo, tel. 0761353532, e-mail: nbawac@tin.it, centropacevt@gmail.com, centropaceviterbo@outlook.it