sabato 31 dicembre 2016

Comunità cristiana di base di via Città di Gap, Pinerolo

NOTIZIARIO DELLA CASA DELL'ASCOLTO E DELLA PREGHIERA

N°31 gennaio '17



In evidenza:

     APPUNTAMENTI DI COMUNITA'

- 2-3, 9-10, 16-17, 23-24 e 30-31/1: gruppi biblici

- 8-22/1: eucarestia

- 22/1: assemblea di programmazione

    NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

- 14/1: incontro Scala di Giacobbe

- 14 e 28/1: gruppo "Primavera" Rivalta

- 20/1: Uscire dalla guerra

- 21-22/1: collegamento nazionale cdb

     RECENSIONI

- AA.VV., Riformare insieme la Chiesa

- Santagata, La contestazione cattolica…

- L. Schiavo, Tra di voi non sia così

    DALLA NOSTRA COMUNITA'

- Questa comunità

APPUNTAMENTI DI COMUNITA' (via Città di Gap 13 -II piano)

     LUNEDI' 2 GENNAIO dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 3 GENNAIO dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici: continuiamo la lettura del vangelo di Marco con il cap. 9.


     DOMENICA 8 GENNAIO dalle ore 10 alle ore 11 - Eucarestia: prepara il gruppo del martedì sera.


     LUNEDI' 9 e 16 GENNAIO dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 10 e 17 GENNAIO dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici


     DOMENICA 22 GENNAIO dalle ore 10 alle ore 11 - Eucarestia: prepara il gruppo del lunedì pomeriggio.


     DOMENICA 22 GENNAIO dalle ore 11 - Assemblea mensile di programmazione


     LUNEDI' 23 e 30 GENNAIO dalle ore 15,30 alle ore 17 e MARTEDI' 24 e 31 GENNAIO dalle ore 21 alle 22,30 - Gruppi biblici


ALCUNI APPUNTAMENTI con Franco Barbero

    VENERDI' 13 e 27 GENNAIO dalle ore 17,45 alle ore 19,15 – Corso biblico a Torino: presso la sede di via Principe Tommaso 4.

    SABATO 14 GENNAIO dalle ore 17 – Gruppo adulti di Rivalta: l'incontro si svolge a Rivalta in via Roma, presso la sede del "Filo d'erba" (vedi articolo sotto).

    DOMENICA 29 GENNAIO dalle ore 10 alle 15:30 - Incontro mensile della Comunità nascente di Torino in via Principe Tommaso 4. La giornata comunitaria prevede il seguente programma: accoglienza, eucarestia dalle ore 10:30, pranzo autogestito, ricerca pomeridiana a partire dalle ore 14. Per informazioni: Anna Serafini 338-3311616.


NOTIZIE DA GRUPPI E COLLEGAMENTI

La Scala di Giacobbe (Gruppo composto da persone gay, lesbiche, bisex, transgender, credenti e non credenti di Pinerolo)

Sabato 14 gennaio alle ore 17 in Vicolo Carceri 1 a Pinerolo, incontro con Massimo Battaglio che ci parlerà del suo ultimo libro, "Le figlie di Giulia" (WLM editore), romanzo storico ambientato a Torino nel 1848, sullo sfondo dei moti patriottici.

Alle ore 20 cena.

Per informazioni scrivere a: lascaladigiacobbe@gmail.com

(Pagina facebook: https://www.facebook.com/lascaladigiacobbe.pinerolo)

Gruppo "Primavera" di Rivalta 

Come gruppo adulti, sabato 14 gennaio alle ore 17, presso l'usuale sede del "Filo d'erba" in via Roma a Rivalta, proseguiamo la riflessione sul Gesù storico insieme a don Franco.

Sabato 28 gennaio alle ore 17 iniziamo il gruppo biblico a Rivalta a casa di Massimo e Lella con ritrovo in via dei Mille. Abbiamo programmato di leggere i primi 10 capitoli del libro di Giosué.

Gruppo pinerolese "Uscire dalla guerra"

Venerdì 20 gennaio alle ore 21 incontreremo il sindaco di Pinerolo Salvai presso la sede di via Città di Gap, 13. Per ulteriori informazioni:

email: usciredallaguerra@gmail.com

sito web: usciredallaguerrapinerolo.blogspot.it

Collegamento nazionale comunità cristiane di base

L'incontro si terrà a Bologna dalle ore 16:30 di sabato 21 gennaio alle ore 13 di domenica 22. Sarebbe bello se qualcuno/a della cdb partecipasse con Francesco che si è già prenotato. Si tratta di un importante momento di confronto e programmazione.


RECENSIONI

AA. VV., Riformare insieme la chiesa

Ho trascorso, dopo la veglia serale natalizia, la giornata di Natale con una tosse martellante, un po' a letto un po' alla scrivania. Così sono riuscito a leggere per intero questo volume, dono del gruppo "La Scala di Giacobbe".
Mi ero fatto un'idea non troppo positiva, temendo di trovarmi tra le solite tiritere sulla riforma.
La lettura, invece, mi ha rallegrato con alcune pagine, specialmente di Manicardi e di Gisel, di grande interesse.
Sia le pagine storiche che le riflessioni teologiche non sono mai banali, anche se enunciano temi che poi gli Autori non prendono mai di petto.
Intravvedono il problema, lo inquadrano e poi .... vanno oltre, quasi spaventati dall'inoltro nella terra di nessuno.
Mi sembra che quando il lettore si aspetta il corpo a corpo con un nodo ecclesiologico o cristologico, gli Autori volgano verso altri lidi.... sfuggendo all'inoltro radicale nel problema.
In ogni caso, sia la documentazione storica che la focalizzazione del rapporto tra cristianesimo e modernità qua e là compare con tutta evidenza. Va da sé che gli Autori sono stati scelti tutti dentro il territorio dottrinario più consolidato. Comunque si tratta di una buona lettura per chi vuole conoscere i volti e i risvolti dell'esperienza della Riforma.

(recensione a cura di Franco Barbero)

In libreria per edizioni Qiqajon, Magnano, pp. 264, € 22

Alessandro Santagata, La contestazione cattolica. Movimenti, cultura e politica dal Vaticano II al '68

Per far rivivere in una narrazione storiografica solida e qualificata la magmatica esperienza del dissenso cattolico, dentro la parentesi di anni che vanno dal Concilio Ecumenico Vaticano II e la stagione del Sessantotto, occorrono una grande destrezza di analisi interpretativa e una capacità di sintesi e di fresca scrittura. Queste qualità non mancano ad Alessandro Santagata. Con questo volume egli si conferma come una delle voci più interessanti e promettenti tra i giovani studiosi della vicenda del cattolicesimo politico contemporaneo.
Nonostante la scarsità delle ricerche storiche specifiche sull'impatto del Concilio sulla politica italiana e sul profondo e controverso intreccio tra l'universo religioso e quello secolare che animò la società, le associazioni cattoliche e il dibattito pubblico, la ricostruzione di Santagata procede sicura tra una vasta messe di documenti e di bibliografia su ampi segmenti dell'associazionismo, su vicende singolari, riviste e curricula di rilievo. Essa descrive con efficacia come il percorso di ricezione conciliare sia confluito nella temperie culturale del momento e abbia innescato la mobilitazione di un'intera generazione di laici, quella protagonista del Sessantotto. L'autore argomenta leggendo le motivazioni e gli sviluppi del dissenso alla luce della trasformazione della società italiana, cioè con una chiave interpretativa politico-religiosa. Questa chiave apre una via di comprensione del tutto originale e convincente sugli anni Sessanta della Chiesa. Dai «controquaresimali» nella cattedrale di Trento promossi dagli universitari cattolici all'occupazione del duomo di Parma, dai fermenti delle Comunità ecclesiali «dal basso» al disorientamento dei vertici ecclesiastici «in alto», Santagata si destreggia tra piazze e assemblee e riesce a riannodare i fili di quel dissenso, generazionale e trasversale, che pur «sessantottino» nelle sue forme, nella sostanza voleva incarnare l'anelito del protagonismo del popolo di Dio e dei laici alla vita di una Chiesa povera e non più solo istituzionale auspicata dal Concilio. È una storia avvincente, ma non priva di ambiguità e di paradossi, nella quale spirito del Concilio e spirito di protesta si contaminarono a vicenda e proprio alla rottura del legame tra identità religiosa e identità politica, a favore di un'azione tutta civile, finì per corrispondere un coacervo di passioni e di gesti cementati da un tutt'uno di fede e di politica.

(recensione a cura di Tiziano Torresi, tratta da "Rocca" del 15 novembre)

In libreria per Viella edizioni, Roma 2016, pp. 284, € 28

Luigi Schiavo, Tra di voi non sia così

Questo commentario al Vangelo di Marco è inserito in una collana molto varia e diseguale di cui rappresenta una perla preziosa.

L'Autore è un validissimo biblista italiano (come sempre sconosciuto ai più) con una specifica preparazione storica sulle origini cristiane. Negli ultimi anni ha pubblicato "Gesù. Dalla storia alla fede" (EMI Bologna 2012, pp. 176, € 13).

Nella introduzione al Vangelo di Marco l'Autore fornisce informazioni specifiche sul contesto storico e sociale a cui fa riferimento lo stesso Vangelo. Si tratta di un "cristianesimo" di matrice ellenistico, differente sia dal giudeo - cristianesimo della Palestina del primo secolo d.C., come anche dalla corrente gnostico-cristiana che si è sviluppata in Asia Minore e in Egitto.

L'Autore descrive con brevità e competenza il mondo religioso ellenistico nel quale colloca Gesù come "Figlio di Dio", uno dei tantissimi chiamati con questa metafora per esprimere che in tale persona agiva una straordinaria presenza che derivava da Dio. "Figlio di Dio" era però "sempre una figura subordinata, mai Dio stesso" (pag. 33).

La comunità di Marco si oppone direttamente al culto dell'imperatore che addirittura si faceva adorare come Dio. Così si vuole proporre un modello alternativo a quello romano sia sul piano religioso che sul terreno sociale.

Miracoli, esorcismi e guarigioni vanno letti nel senso che i cosiddetti "uomini divini" dell'antichità comunicavano liberazione, benessere, fiducia, energia per la trasformazione.

Questi racconti non hanno assolutamente nulla di quel miracolismo magico che certa lettura cristiana ci ha fatto credere. Lo scontro non poteva tardare, viste le scelte concrete di vita di Gesù di Nazareth, ma Dio prese con sé questo perdente , non lo abbandonò nella morte. L'opera di risuscitamento di Dio nei confronti di Gesù, diventò evento di fede che dette inizio al cammino di questo gruppo di uomini e donne sulle tracce di Gesù.

Questa lettura mi ha riservato un sobbalzo quando l'Autore a pag. 83 scrive: "Gesù diventa il Dio che muore sulla croce". Evidentemente questa espressione così netta ricolloca il nostro Autore, che nelle pagine precedenti aveva sfiorato l'eresia cristologica, nel solco della fedeltà dogmatica di Nicea e Calcedonia. Resta limpido il messaggio: la comunità di Marco nasce su questo contrasto con la gloria imperiale di Roma e su questa scommessa. L'ipotesi è suggestiva, anche se forse presentata con eccessiva perentorietà. Per capire il mondo in cui visse Gesù e in cui vissero i primi gruppi dei suoi discepoli, le due opere del nostro Autore (citate in questa recensione) restano non solo utili ma preziose.

(recensione a cura di Franco Barbero)

In libreria per EMI edizioni, Bologna 2009, pp. 96, € 9


SPUNTI PER MEDITARE E RIFLETTERE

Oltre il tramonto

"E' ancora un altro tramonto che il cielo ha tutto dipinto di oro azzurro rosa chiaro
e tutti i pittori ha superato. Godo i colori dell'Artista ma l'arte non viene più ammirata molti non hanno più lo sguardo altri hanno paura dell'Autore.

Io non ho paura del tramonto; anzi, vorrei con lui morire perché so che oltre i suoi colori ci sono i colori sconosciuti dell'alba infinita della Divinità."

Eva Amore (da "Una piccola rosa", p. 45)

Incarnazione

E' il concetto biblico cristiano più equivocato, più provocante. Non c'è nessun Dio che si è fatto carne, che si è fatto uomo. Questo linguaggio mitologico, diventato dogmatico, pone il cristianesimo su un piedistallo di superiorità: "Noi soli abbiamo come fondatore della nostra tradizione non un Mosè, un Muhammad, un profeta, ma un Dio in carne e ossa".

Capite che superiorità, che primato insuperabile....

Il mito dell'incarnazione significa ben altro: i discepoli e le discepole ci testimoniano che nell'uomo Gesù di Nazareth - che resta sempre ed esclusivamente uomo - hanno percepito la vicinanza di Dio, un segno della Sua presenza, del Suo amore.

Nella carne, cioè nella vita storica dell'uomo Gesù, hanno esperimentato che cosa vuol dire essere testimoni di Dio. Gesù ha "parabolizzato Dio", è stato "trasparenza" di Dio. Egli, nel suo agire, lasciava trasparire la sua totale adesione a Dio, "incarnava" la Sua volontà.

Franco Barbero

In nome della libertà

Pubblico qui di seguito una densa riflessione di uno dei più significativi maestri della mia giovinezza teologica. A lui, come a pochi altri, sono grato per questa testimonianza in campo protestante. Infatti, nella quasi totalità delle chiese cristiane, esiste una intangibilità delle formule dogmatiche che non reggono ad un confronto rigoroso con i dati della Scrittura (per chi non è un fondamentalista).

"Ma esiste un protestantesimo che, pur non essendo interessato in modo particolare a ciò che concerne il culto, difende con i denti la dottrina del sacrificio espiatorio. Se si trattasse, come nel Nuovo Testamento, di una delle diverse interpretazioni della croce, non ci sarebbe bisogno di discuterla ampiamente.

Qui però c'è il tentativo di tenerci legati ad un'unica formula e a un solo stile di predicazione: questo non può essere accettato. Proprio in nome del Nuovo Testamento e della sua molteplicità non possiamo permettere che la libertà cristiana venga rigidamente irreggimentata. Quando la libertà cristiana è in pericolo non è possibile giungere all'accordo."

E. Kasemann (da "Appello alla libertà", Claudiana 1972, p.143; ed. lingua tedesca 1968).

Narrare

"Narrare è un qualcosa  di serio, anche quando si raccontano cose leggere, perché ti costringe a metterti in gioco, comunque ti cambia. Narrare non è accumulare aneddoti. E' una cosa pericolosa, ha effetti critici, ci costringe a prendere posizione, a metterci in gioco, a entrare nelle storie e a domandarcene il senso. Giustamente il teologo Metz sottolineava come il narrare sia l'esperienza dei poveri di Dio, dei piccoli, degli oppressi, di coloro che hanno la necessità che le cose cambino, che cercano la libertà e intanto anticipano la loro salvezza raccontandola e augurandosela. Esiste anche una teologia 'narrativa', una teologia in quanto arte del raccontare che non si limita ad esprimere il racconto biblico in modo vivo e concreto, ma mira a svegliare una nuova fede. Non solo il racconto delle esperienze di Dio contenute nella Bibbia, ma trasformazione e rinnovamento del racconto."

Brunetto Salvarani (da "Le storie di Dio", collana Mondialità, p.181)

Prigionieri di un linguaggio

Sembra incredibile, ma dolorosamente vero: a Natale, come esprime con estrema chiarezza il biblista e teologo André Gounelle, sono pochi coloro che non cadono nella trappola del linguaggio dogmatico senza accorgersi che sono trascorsi almeno 1500 anni da quelle codificazioni linguistiche. Così a natale, ignorando del tutto opere gigantesche di studiosi e studiose della dinamica dei linguaggi, si ricade nelle formule che oggi non parlano più. Così, sembra d'obbligo dire: "Dio si è fatto uomo", l'incarnazione di Dio", "Gesù il Dio bambino", "la vergine Maria", "il Dio trinitario", "le due nature di Gesù".... Prevale la ripetizione pappagallesca  in barba a centinaia e centinaia di biblisti le cui opere sono del tutto ignorate e nascoste al popolo di Dio.

Franco Barbero

Per la crescita interiore

Nel Talmud è scritto che "Ogni filo d'erba ha un proprio angelo che lo incoraggia sussurrandogli: Cresci!"

Una lettera dal Paradiso

Caro Franco, siccome in questi giorni mi arriva la eco di tanti discorsi che mi riguardano, vorrei comunicare quanto segue: Io, Maria di Nazareth, sono scomparsa dietro una montagna di farneticazioni e di dogmi... Pensa un po': sarei vergine con i miei 7 figli... sarei addirittura madre di Dio! In più... concepita senza peccato originale... Questa gliela posso concedere anche perché per noi ebrei il peccato originale non esiste; è un'invenzione strana. Io sono preoccupata perché Giuseppe è sconvolto, eccitato, stralunato: sentire che ha fatto l'amore con la madre di Dio, gli ha dato alla testa. Ha una euforia esaltante. Si domanda se a lui non spetti, per par condicio, una festa liturgica del "Padre di Dio". Gesù, nostro figlio, scuote il capo. Dice che queste barzellette non lo riguardano. Caro amico, se puoi, di tanto in  tanto, ricorda ai fabbricatori dei dogmi che io sono stata una donna ebrea molto concreta e non mi sono mai montata la testa. Qui, come quando ero a Nazareth, tutta la mia famiglia e tanti altri adoriamo solo Dio e ci basta. Un caro saluto

Maria di Nazareth

Fragilità

La compagnia più affidabile della nostra vita, dopo quella di Dio, è la compagnia della fragilità. Se non me la faccio amica, essa diventa il nemico contro il quale combatterò tutta la vita. Per giunta invano.

Fiorentina Charrier

Cercare il Gesù ebreo

"Se Gesù venisse a Phoenix, in Arizona, non andrebbe in nessuna delle vostre chiese", annunciò il rabbino Albert Plotkin durante l'incontro del clero del venerdì: "Verrebbe nella mia sinagoga! Era un bravo rabbino della Riforma".
Dopo una vigorosa risata, i ministri ebrei e cristiani e gli altri esperti presenti concordarono con lui. Fino a pochi anni fa molti rappresentanti del clero cristiano sarebbero stati poco più che sorpresi da un' affermazione simile....Prima del Vaticano II molti cristiani non avrebbero identificato né Gesù né sua madre come ebrei."

Mary Christine Athans (da "Alla ricerca di Maria, donna ebrea", Queriniana, p. 162)

Il miracolo

In un campo ho veduto una ghianda: sembrava così morta, inutile.

E in primavera ho visto quella ghianda mettere radici e innalzarsi, giovane quercia verso il sole. Un miracolo, potresti dire: eppure questo miracolo si produce mille migliaia di volte nel sonno di ogni autunno e nella passione di ogni primavera.
Perché non dovrebbe prodursi nel cuore dell'uomo?

Kalil Gibran

Alle spose (Pinerolo, 11/12/2016)

Gli Arabi, suggestivi, dicono che nella loro terra vi è un luogo in cui l'aria è talmente rovente da impedire ogni forma di vita.
Sola presenza per la loro Religione è quella di Dio. Lo chiamano Allah Harem.
Nel mio andare come viandante nella vita ho scoperto che molti cuori hanno il loro Allah Harem una plaga segreta in cui racchiudono le emozioni più profonde le tenerezze più effuse i palpiti più intensi.
In questo giorno di serena felicità in cui vi accingete a fare dell'altra il vostro fardello d'amore vi giunga il mio augurio che a ogni levar del Sole ed a ogni sorgere della Luna
nell'Allah Harem di ciascuna di voi risplenda sempre il sorriso d'amore dell'altra.

Ivana Mina De Rossi

La modestia e l'autorità della scrittura

"Andare alla Scrittura non significa fermarvisi, restarne prigionieri, recitarla ritualmente.... Significa, al contrario, essere invitati alla fede in Colui che la Scrittura  annuncia senza mai possedere... La modestia della Scrittura consiste nel fatto di essere come la porta aperta, come la porta stretta della fede, attraverso la quale è necessario in ogni tempo passare per entrare nella corrente rivoluzionaria e liberatrice dell'azione del Dio vivente nel sua Figlio.... La modestia della Scrittura non le impedisce di occupare nella vita della chiesa un posto centrale, quello di un riferimento indispensabile, di un'autorità pari a nessun altro; è il luogo a partire dal quale si produce sempre il nuovo evento della Parola."

G. Casalis (da "Lettura ecumenica della Bibbia", ed. Dehoniane, Bologna 1977, p. 34;
citato da F. Barbero in "Diventati Marxisti..." p. 11)


DALLA NOSTRA COMUNITA'

Questa comunità

  • Se non guardiamo solo alle distruzioni delle armi, qua e là scopriamo tante iniziative politiche e solidaristiche che fanno presagire un futuro diverso. Siccome il panorama internazionale non è per nulla rassicurante, diventa sempre più decisivo puntare bene gli occhi  su ogni luce che si accende....
  • La marcia della speranza  ( un "miracolo" di cui la stampa mondiale quasi non ha parlato) ha visto 4 mila donne ebree, cristiane e musulmane unite per annunciare la grande profezia: solo insieme, dal basso, si costruisce un mondo disarmato, più giusto e felice.
  • In comunità abbiamo inoltre ricordato alcuni testimoni la cui passione e le cui "storie di vita" ci hanno in qualche modo coinvolti. Si tratta del cardinale Evaristo Arns e dell'ebraista Paolo De Benedetti. Sono state per noi presenze stimolanti soprattutto perché ci hanno testimoniato che il piccolo, il quotidiano, l'inapparente restano realtà fondamentali nel nostro cammino umano e di fede.
  • Registriamo un continuo aumento di persone che chiedono alla nostra comunità di poter trascorrere qualche giorno con noi. Il dono delle loro visite ci è prezioso. Esse richiedono una alta dose di disponibilità condivisa per la notte, i pasti, i tempi, visto che non disponiamo di uno spazio adeguato per l'ospitalità: è bello annotare che fratelli e sorelle della comunità offrono questo servizio con grande gioia.
  • Ci vorrebbe un'intera pagina per ricordare le sorelle e i fratelli con cui siamo legati da vincoli di affetto e di riconoscenza che superano la possibilità delle nostre parole. Ricordiamo chi affronta la malattia, chi vive situazioni di sofferenza e di solitudine, di preoccupazioni familiari.... Ricordiamo anche chi è in viaggio di nozze, chi si è innamorato/a, chi è in dolce attesa, chi in questi giorni ha potuto prendersi un po' di riposo....
  • E poi... grazie, un grazie che proviene da tutta la comunità, a quei fratelli e a quelle sorelle che continuano a sostenere la nostra esperienza con un affetto che ci sorprende, aggiungendo una condivisione anche a livello economico.

Il nostro notiziario

Diversi lettori ricevono ormai via e-mail questo notiziario. Abbiamo così ridotto il numero di copie cartacee stampate. I precedenti numeri sono esauriti. Chi desidera riceverlo via mail ci risparmia una spesa consistente. Contattare Francesco (giupaz@tin.it; 320-0842573)

 

 

CONTATTI

In attesa del nuovo sito: le notizie riguardanti la comunità possono essere trovate nel blog http://donfrancobarbero.blogspot.it/