"La Torah non è un'informazione su Dio; essa non fa che parlarci di Dio, in essa si manifesta il divino.
Ma, contemporaneamente, per i maestri della tradizione ebraica, non è possibile ricevere il testo così com'è, metterlo in tasca, per così dire, far credere che possediamo l'infinto e che lo si domini. Se l'ingiunzione "non avrai altro Dio di fronte a me" venisse compresa come un possesso, saremmo nell'idolatria. La responsabilità degli uomini è quella di rendere all'Infinito il suo statuto di Infinito, rifiutando di riceverlo così com'è, fossilizzandosi definitivamente nel suo testo. Occorre "leggerlo per esplosioni", spremerlo, impastarlo, strizzarlo in tutti i sensi, affinché produca significati all'infinito".
(Marc-Alain Ouaknin)