Ricordo il testo classico di Baumann "La società dell'incertezza" che ben 20 anni fa ci avvertiva : la nave è senza destinazione e i viaggiatori non sanno più dove si va a finire.
Adesso, davanti alla innegabile realtà del terrorismo, abbiamo trovato l'alibi per non interrogarci sulle altre cause della violenza che rendono la nostra vita sempre più insicura.
Guardare in faccia le angosce e le violenze tutte nostre e interiori ci fa paura. E' più facile gettare tutte le responsabilità su una causa esterna. Forse ci stiamo accorgendo che molta violenza è interna a noi, alla nostra "casa", al tessuto dei nostri desideri e delle nostre relazioni, alla "cultura del vuoto" che sta circolando nelle arterie della società e delle persone.
E' più facile guardare alla finestra che non guardare l'interno di casa nostra.
Ma è inutile fuggire da noi, dalle nostre fragilità, dai nostri problemi.
La patologia mortifera dell'Occidente è stata questa "esportazione" dei problemi. Ora essi ritornano e non ci danno tregua. Se non ascoltiamo le nostre ferite, esse diventeranno mortali.
Franco Barbero