lunedì 9 gennaio 2017

La preghiera collettiva in nome del padrino

Ecco la prova che quando un prete è malandrino la sacralità della tonaca lo rende più malandrino dei malandrini. Non è infatti la prima volta che il questore di Bari si occupa di lui, ma certo la Messa peccatrice, vietata dalla polizia, è un inedito anche per un paese come il nostro. Eppure non è una malandrineria individuale e occasionale questa Messa di suffragio al boss che don Michele avrebbe voluto celebrare stasera alle 18.30 nella chiesa madre di Grumo Appula, provincia di Bari. La celebrerà all'alba, in forma privata, e speriamo che il Papa, qualche cardinale, un vescovo o magari i suoi parrocchiani gli chiedano conto della bestemmia con la quale ha trasformato Dio in un problema di ordine pubblico: «Dobbiamo inchinarci - ha infatti scritto il parroco su un manifesto - davanti al dolore dei parenti di questo signore e ricordarlo come tutti: davanti alla morte siamo tutti uguali».
Pasticciando, come si vede, con la dottrina e sporcando la Provvidenza, che ovviamente è più attenta ai peccati dell'Innominato che al candore di Lucia, don Michele si rivela malandrino quando invita i suoi parrocchiani a inchinarsi alla 'ndrangheta che taglieggia e domina il paese.
Francesco Merlo

(la Repubblica, 27 dicembre 2016)