"L'Ulivo si può rifare". Prodi sprona il Pd
L'ex premier: quell'esperienza non è irripetibile, necessario tornare a una coalizione discutendo i problemi veri.
Bersani: parole sacrosante, mettiamoci d'impegno. Ok pure dai renziani. Guerini: per questo serve il Mattarellum.
BOLOGNA. L'Ulivo «non è un'esperienza irripetibile», soprattutto nel contesto di «un mondo che si disgrega, tra Trump e Brexit», ma bisogna «ricominciare a parlare di politica, sulle idee». Romano Prodi, ieri a margine di un convegno a Bologna, toma a spronare il centro-sinistra parlando dell'eredità del suo percorso. «Mi fa piacere che si ricordi l'esperienza unitaria, forte, coesiva che abbiamo cercato di fare - ha detto l'ex premier rispondendo a una domanda sulla ricerca di un "nuovo Prodi" nel Pd -. In questo senso è necessario ritornare a una coalizione, una politica di consenso, di unione». Nessuna previsione su chi sarà il "mister x" di cui sono in cerca gli anti-Renzi del Pd («Ormai io sono vecchio, non partecipo al dibattito» si schermisce il professore) ma una forte convinzione: l'esperienza dell'Ulivo è ancora viva. «C'è un naturale desiderio di riunirsi, e uno sforzo che non mi sembra impossibile - dice Prodi - Il problema è ricominciare a parlare di politica, di temi concreti». Secondo l'ex premier, di fronte al «forte desiderio di un cambiamento reale» bisogna far in modo che questo impulso sia guidato «dalla saggezza e non dall'irritazione dei populismi. E ora di Donald Trump c'è «da essere preoccupati, perché le poche dichiarazioni che ha fatto per l'Europa sono solo di ostilità».
Per il messaggio di Prodi esprime apprezzamento il vicesegietario renziano del Pd Lorenzo Guerini, che però lega subito l'ok allo spirito di coalizione al tema della legge elettorale: «Ecco perché riteniamo il Mattarellum lo strumento migliore per corrispondere alla sfida dell'Ulivo dopo i tre anni di grande lavoro del governo Renzi». Ma è Pierluigi Bersani a rilanciare con particolare forza l'appello di Prodi: «Sono parole sacrosante. E penso che sia ora per chiunque la pensi così - dice l'ex segretario dem - di metterci impegno e generosità». E mentre il presidente della Toscana, Enrico Rossi, battezza con lo slogan "lotta per il socialismo" la sua associazione per sfidare Renzi alla segreteria, c'è chi un cambiamento di clima già lo vede: «La sensazione è che si stia tornando a un'idea più collettiva» nota Davide Zoggia della minoranza pd. E Roberto Speranza rimarca: «Per unire il centrosinistra va archiviata la stagione dell'uomo solo al comando», identificato con Renzi.
Eleonora Capelli
(la Repubblica 22 gennaio)
L'ex premier: quell'esperienza non è irripetibile, necessario tornare a una coalizione discutendo i problemi veri.
Bersani: parole sacrosante, mettiamoci d'impegno. Ok pure dai renziani. Guerini: per questo serve il Mattarellum.
BOLOGNA. L'Ulivo «non è un'esperienza irripetibile», soprattutto nel contesto di «un mondo che si disgrega, tra Trump e Brexit», ma bisogna «ricominciare a parlare di politica, sulle idee». Romano Prodi, ieri a margine di un convegno a Bologna, toma a spronare il centro-sinistra parlando dell'eredità del suo percorso. «Mi fa piacere che si ricordi l'esperienza unitaria, forte, coesiva che abbiamo cercato di fare - ha detto l'ex premier rispondendo a una domanda sulla ricerca di un "nuovo Prodi" nel Pd -. In questo senso è necessario ritornare a una coalizione, una politica di consenso, di unione». Nessuna previsione su chi sarà il "mister x" di cui sono in cerca gli anti-Renzi del Pd («Ormai io sono vecchio, non partecipo al dibattito» si schermisce il professore) ma una forte convinzione: l'esperienza dell'Ulivo è ancora viva. «C'è un naturale desiderio di riunirsi, e uno sforzo che non mi sembra impossibile - dice Prodi - Il problema è ricominciare a parlare di politica, di temi concreti». Secondo l'ex premier, di fronte al «forte desiderio di un cambiamento reale» bisogna far in modo che questo impulso sia guidato «dalla saggezza e non dall'irritazione dei populismi. E ora di Donald Trump c'è «da essere preoccupati, perché le poche dichiarazioni che ha fatto per l'Europa sono solo di ostilità».
Per il messaggio di Prodi esprime apprezzamento il vicesegietario renziano del Pd Lorenzo Guerini, che però lega subito l'ok allo spirito di coalizione al tema della legge elettorale: «Ecco perché riteniamo il Mattarellum lo strumento migliore per corrispondere alla sfida dell'Ulivo dopo i tre anni di grande lavoro del governo Renzi». Ma è Pierluigi Bersani a rilanciare con particolare forza l'appello di Prodi: «Sono parole sacrosante. E penso che sia ora per chiunque la pensi così - dice l'ex segretario dem - di metterci impegno e generosità». E mentre il presidente della Toscana, Enrico Rossi, battezza con lo slogan "lotta per il socialismo" la sua associazione per sfidare Renzi alla segreteria, c'è chi un cambiamento di clima già lo vede: «La sensazione è che si stia tornando a un'idea più collettiva» nota Davide Zoggia della minoranza pd. E Roberto Speranza rimarca: «Per unire il centrosinistra va archiviata la stagione dell'uomo solo al comando», identificato con Renzi.
Eleonora Capelli
(la Repubblica 22 gennaio)