ROMA. Sinistra Italiana vive giorni difficili. Da una parte il deludente dato del tesseramento, fermo a sole 4mila iscrizioni; dall'altra l'ultimo capitolo di una guerra interna senza esclusione di colpi, con l'autosospensione dal gruppo parlamentare di Stefano Fassina.
Il nodo della discussione: il rapporto da avere con il Pd. Le linee sono due: una (si dice sia minoritaria ma chissà) che vuole dialogare con i democratici e anche gareggiare alle primarie del centrosinistra, se ci saranno. Della "Corrente" fanno parte il capogruppo di Si Arturo Scotto e il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. I quali ricordano che ai tempi della fondazione di Sel (2010) i tesserati furono 72mila. Poi scesi, però, a 34mila nel 2014. «Poche quattromila tessere? No, sono zero», dice un uomo di partito come Ciccio Ferrara. Il crollo delle tessere pd non risparmia nemmeno la sinistra.
L'altro gruppo, benedetto da Nichi Vendola, ritiene invece indispensabile essere autonomi rispetto al Pd. Lo guidano l'ex coordinatore di Sel Nicola Fratoianni e Fassina. Però poi a complicare le cose c'è il fattore esterno: cioè l'ipotesi di "Campo progressista" lanciata da Giuliano Pisapia (oggi iniziativa a Lecce con Smeriglio, Dario Stefano e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda), che fa da effetto calamita per i primi. Ed è in questo quadro che con un commento su Facebook il deputato emiliano Giovanni Paglia ha fatto scoppiare un pandemonio. In poche parole, aveva definito «maggiordomi di Renzi» quelli del suo (quasi) partito interessati al "Campo progressista". Da qui, di risposta, una lettera firmata da 16 parlamentari di Si (compreso Scotto) e pubblicata sul manifesto di ieri: «La cultura dell'intolleranza è incompatibile con il progetto politico che stiamo animando».
Al comitato promotore di Si è arrivata una mail di fuoco dell'ex viceministro: «Mi stupisce che il capogruppo lo abbia firmato senza aver prima promosso un'occasione di confronto. Vi potrei inviare un lungo dossier con un fiume di citazioni di insulti e accuse quotidiane al sottoscritto decisamente più gravi. Non ho avuto mai particolare solidarietà». Da qui la propria autosospensione. Però al congresso Fassina ci sarà.
Giovanna Casadio e Matteo Pucciarelli
(la Repubblica 16 gennaio)
Il nodo della discussione: il rapporto da avere con il Pd. Le linee sono due: una (si dice sia minoritaria ma chissà) che vuole dialogare con i democratici e anche gareggiare alle primarie del centrosinistra, se ci saranno. Della "Corrente" fanno parte il capogruppo di Si Arturo Scotto e il Vicepresidente della Regione Lazio Massimiliano Smeriglio. I quali ricordano che ai tempi della fondazione di Sel (2010) i tesserati furono 72mila. Poi scesi, però, a 34mila nel 2014. «Poche quattromila tessere? No, sono zero», dice un uomo di partito come Ciccio Ferrara. Il crollo delle tessere pd non risparmia nemmeno la sinistra.
L'altro gruppo, benedetto da Nichi Vendola, ritiene invece indispensabile essere autonomi rispetto al Pd. Lo guidano l'ex coordinatore di Sel Nicola Fratoianni e Fassina. Però poi a complicare le cose c'è il fattore esterno: cioè l'ipotesi di "Campo progressista" lanciata da Giuliano Pisapia (oggi iniziativa a Lecce con Smeriglio, Dario Stefano e il sindaco di Cagliari Massimo Zedda), che fa da effetto calamita per i primi. Ed è in questo quadro che con un commento su Facebook il deputato emiliano Giovanni Paglia ha fatto scoppiare un pandemonio. In poche parole, aveva definito «maggiordomi di Renzi» quelli del suo (quasi) partito interessati al "Campo progressista". Da qui, di risposta, una lettera firmata da 16 parlamentari di Si (compreso Scotto) e pubblicata sul manifesto di ieri: «La cultura dell'intolleranza è incompatibile con il progetto politico che stiamo animando».
Al comitato promotore di Si è arrivata una mail di fuoco dell'ex viceministro: «Mi stupisce che il capogruppo lo abbia firmato senza aver prima promosso un'occasione di confronto. Vi potrei inviare un lungo dossier con un fiume di citazioni di insulti e accuse quotidiane al sottoscritto decisamente più gravi. Non ho avuto mai particolare solidarietà». Da qui la propria autosospensione. Però al congresso Fassina ci sarà.
Giovanna Casadio e Matteo Pucciarelli
(la Repubblica 16 gennaio)