giovedì 9 febbraio 2017

Gorbaciov scrive a Trump e Putin
"La corsa alle armi va fermata subito"


PRESIDENTE DELL'URSS
Mikhail Gorbaciov, 85 anni, è stato il primo e unico presidente dell'Unione Sovietica.
Ha vinto il premio Nobel per la pace nel 1990.


MOSCA. «Sembra che tutto il mondo si stia preparando alla guerra… Non c'è problema più urgente oggi che la militarizzazione della politica e la nuova corsa alle armi. Fermare e invertire questa corsa rovinosa deve essere la nostra priorità».
A lanciare l'allarme è Mikhail Gorbaciov intervenendo sul settimanale statunitense Time alla vigilia della prima telefonata tra il presidente statunitense Donald Trump e il suo omologo russo Vladimir Putin. Ai leader delle due superpotenze «che detengono il 90% degli arsenali nucleari del mondo e dunque una responsabilità speciale», il Premio Nobel per la pace lancia un appello a presentare al Consiglio di Sicurezza Onu «una risoluzione che stabilisca che la guerra nucleare è inaccettabile e non deve essere mai combattuta ».
Il primo e ultimo presidente dell'Unione sovietica fa un quadro allarmante dello scenario internazionale. In Europa vengono dispiegati sempre più soldati e carri armati. Forze e armamenti dell'Alleanza Atlantica e della Russia sono dispiegati a una prossimità mai vista, «come se - scrive - dovessero spararsi a bruciapelo ». La spesa militare è in aumento. Si acquistano dispositivi la cui potenza distruttiva è paragonabile a quella delle armi da distruzioni di massa: «per sottomarini la cui singola salva può devastare mezzo continente». Politici, leader militari e persino commentatori tv usano una retorica sempre più bellicosa. Da qui la conclusione: «Sembra che il mondo si stia preparando alla guerra».
Oggi, ricorda Gorbaciov, l'80% di tutte le armi nucleari accumulate durante gli anni della Guerra fredda è stato dismesso o distrutto grazie ai trattati siglati tra Russia e Stati Uniti nella seconda metà degli Anni Ottanta, come l'accordo di non proliferazione delle armi nucleari che il 19 novembre 1985 suggellò lo storico incontro fra lui e Reagan. L'allora segretario generale del Partito comunista dell'Unione sovietica lo ricorda così: «Nel novembre 1985, al primo vertice a Ginevra, i leader dell'Unione sovietica e degli Stati Uniti dichiararono: la guerra nucleare non può essere vinta e non deve essere mai combattuta». Oggi invece, insiste l'ex presidente, «la minaccia nucleare sembra ancora una volta reale». Mentre le relazioni tra le due superpotenze peggiorano, continua, l'industria delle armi si sfrega le mani.
«Dobbiamo rompere questa situazione. Dobbiamo riprendere un dialogo politico che miri a decisioni e azioni congiunte». Per Gorbaciov non basta concentrarsi sulla lotta al terrorismo. Bisogna focalizzarsi anche sulla prevenzione dei conflitti armati.
«L'obiettivo dovrebbe essere un accordo, non solo sui livelli e tetti di armi nucleari, ma anche sulla difesa missilistica ». I conflitti, conclude, «devono essere banditi, perché nessuno dei problemi globali può essere risolto con la guerra».
Rosalba Castelletti

(La Stampa 28 gennaio)