Ti presento i miei: e provo a dirgli che sono gay. Ecco a voi il reality show di cui tutta la Cina parla, ma che si vede, o meglio si vedeva, soltanto sul web. In tv, appena un mese fa, una direttiva del partito ha vietato qualsiasi rappresentazione degli omosessuali, nel tentativo di arginare ogni contenuto considerato «volgare, immorale e poco sano». Ma in quel che resta della libera rete, tra la chiusura di un pensatoio liberal e la stretta di queste ore sui Vpn, cioè le applicazioni che permettono di aggirare la Grande Muraglia della censura, a milioni si sono riversati sullo spettacolo-verità che ha avuto il coraggio di rappresentare le peripezie di Jason e di Da Chuan. Sono appena vent'anni che l'omosessualità qui è stata decriminalizzata, ma il tabù è ancora più forte che mai, e tanti ospedali continuano a offrire trattamenti dove l'elettroshock è la cura più soft. Presentare ai genitori la fidanzata è una tradizione del Capodanno cinese che si celebra in queste ore: ed è così sentita che tanti ragazzi per non deludere le famiglie "affittano" una signorina che reciti la parte. Presentarsi con il compagno gay, raccontando tutto sul web, è dunque più che una sfida al cinese senso del pudore. Perfino il Global Times, che pur essendo giornale di partito ogni tanto gioca di fronda, ha dovuto prendere nota: sottolineando la valanga di commenti positivi. Troppa grazia: l'altra sera il reality-gay è stato misteriosamente cancellato dal web. Ti presento i miei: o almeno ci ho provato.
ANGELO AQUARO
(la Repubblica 2 gennaio)
ANGELO AQUARO
(la Repubblica 2 gennaio)