mercoledì 1 febbraio 2017

Panama Papers, 700 evasori italiani

ROMA. Sono 700 finora gli evasori italiani scoperti dall'Agenzia delle Entrate grazie alle liste dei Panama Papers. Per questo primo gruppo di persone e società che avrebbero trasferito illegalmente i propri soldi in paradisi fiscali stanno partendo le richieste di informazioni dirette ai Paesi nei quali detengono fondi e attività finanziarie. Ma ce ne potrebbero essere molti altri: l'individuazione dei primi 700 è emersa nella riunione della task force JITSIC (Joint International Taskforce on Shared Intelligence and Collaboration) appena conclusa a Parigi, «il più grande scambio di informazioni simultaneo mai realizzato prima d'ora», sottolinea l'Agenzia delle Entrate. Alla due giorni di Parigi, che si è svolta presso l'Ocse il 16 e 17 gennaio, hanno partecipato le amministrazioni finanziarie di 30 dei 36 Paesi che fanno parte della JITSIC. Obiettivo, mettere a punto una strategia globale, approcci omogenei «per richiedere le informazioni tra i partner dei trattati». Ancora, a Parigi «progressi importanti sono stati ottenuti anche per l'attività di compliance, con oltre 1700 controlli e verifiche effettuati sui contribuenti, più di 2550 richieste di informazioni e l'individuazione di una lista target di intermediari». Una condivisione di informazioni è unica nel suo genere», che pone le basi «per una cooperazione ancora più rafforzata tra le amministrazioni finanziarie».
Quanto ai 700 italiani già individuati, spiega una fonte dell'Agenzia delle Entrate, non tutti erano nelle liste dei Panama Papers: hanno giocato un ruolo fondamentale le indagini, perché dai nomi si è passati ai prestanomi, ai parenti, alle società collegate, allargando la cerchia iniziale. Tra i primi evasori individuati, qualcuno ha deciso di collaborare spontaneamente con il Fisco, e non solo in Italia: in diversi Paesi un cospicuo numero di contribuenti in seguito all'avvio delle indagini si è fatto avanti spontaneamente, «per dichiarare le proprie operazioni offshore». L'incontro è il terzo della task force, e si è concentrato soprattutto sulla figura degli intermediari, «con gli Stati membri che hanno messo in comune le prove sui soggetti chiave» raccolte finora grazie all'analisi dei dati, alle procedure e ai contraddittori con i contribuenti. I Panama Papers sono un fascicolo che contiene milioni di documenti fiscali creato dallo studio legale panamense Mossack Fonseca e resi pubblici nel 2016.
Rosaria Amato

(la Repubblica 21 gennaio)