Caro
François,
oggi
mi hai regalato una sorpresa: sei giunto dal Belgio, dove sei stato
parroco fino a tre anni fa. Ora la tua salute sta vacillando e questo
confratello ti ha accompagnato affettuosamente a Pinerolo prima di un
intervento chirurgico che lascia poche speranze.
Voglio
ancora ripeterti, come ci siamo detti con commozione oggi
guardandoci negli occhi, ciò che mi dico spesso: ora siamo vecchi e
piuttosto acciaccati e non abbiamo fatto fortuna.
Ma, da quando ti
conobbi nel 1965 a Parigi al convegno di Frères du monde (e poi non
ci siamo mai più visti, ma ci rivedemmo tanti anni fa a Marsiglia a
casa di Paul Gauthier), so che hai speso tutte le tue energie per il
Vangelo e i poveri. Hai seminato molto e raccolto poco, mi dicevi
oggi.
Ma sentendomi sulla tua stessa lunghezza d'onda, penso che
possiamo, come tanti “operai della vigna”, essere lieti e grati
sapendo che le nostre energie non sono state buttate in cose vane, ma
nel campo del Signore. Semina e raccolto stanno nelle mani di Dio.
Non
so se potrò esserci al tuo funerale, che tu prevedi prossimo, ma ti
assicuro che ti penso e prego con te e per te ogni giorno.
Aiutiamoci
a rimettere tutto nelle mani di Dio, anche gli 82 anni che hai
compiuto oggi.
Ti
abbraccio con emozione e fiducia in Dio.
don
Franco