A chi crede in «una chiesa viva»
Sono una persona molto vicina ad un gruppo di giovani parrocchiani che stanno vivendo da diverso tempo grandi difficoltà con quello che dovrebbe essere il loro «pastore». Da laica mi chiedo in questo tempo contraddittorio della chiesa quanta consapevole e colpevole coscienza ci sia anche nella Curia della inefficace presenza di molti sacerdoti nelle proprie parrocchie.
Ripeto da laica, ma non da indifferente, conosco da vicino molte di queste situazioni e mi spiace per coloro che ci credono, che ritengono un privilegio l'incontro nella casa del Signore per fare, pensare, condurre, discutere, credere attivamente e non solo per mettersi un velo in testa e genuflettersi passivi ascoltando dai pulpiti prediche sfatte o veri proclami di autoritarismo di novelli savonarola. Spiace perché l'allontanamento da una fede viva rischia di svuotare ulteriormente le chiese e di lasciare ad altre platee l'onore di accogliere tutto questo attivismo molto vero, molto giovane anche molto nuovo o molto vecchio per chi ha vissuto il tempo degli oratori.
Che peccato, questo sì, anche per chi come me resta laico, malinconicamente legato al ricordo del prete di Barbiana e a quello del prete operaio dell'Isolotto di Firenze. Quando valeva la pena darsi da fare nella chiesa che eravamo anche noi nel mondo e quasi quasi tentati di buttare alle ortiche il nostro laicismo.
Chi può ancora stanare la verità, il coraggio, chi può negare ancora di essere omertoso al pari di certi contesti che pure la chiesa dice di condannare?
Ai miei giovani amici parrocchiani, costretti a resistere, nella cancellazione di tante iniziative, alla resistenza passiva, ai giudizi sommessamente dissenzienti di chi teme discussione e problemi a favore di un tradizionalismo protettivo, alla paura di chi non vuole impegnarsi e si lava con l'acqua santa ogni viltà, a questi pochi che ancora credono che la chiesa sia un insieme di anime e non solo un luogo, auguro che da parte di qualcuno la risposta ad una laica ci sia, per indicare loro il cammino.
Sono una persona molto vicina ad un gruppo di giovani parrocchiani che stanno vivendo da diverso tempo grandi difficoltà con quello che dovrebbe essere il loro «pastore». Da laica mi chiedo in questo tempo contraddittorio della chiesa quanta consapevole e colpevole coscienza ci sia anche nella Curia della inefficace presenza di molti sacerdoti nelle proprie parrocchie.
Ripeto da laica, ma non da indifferente, conosco da vicino molte di queste situazioni e mi spiace per coloro che ci credono, che ritengono un privilegio l'incontro nella casa del Signore per fare, pensare, condurre, discutere, credere attivamente e non solo per mettersi un velo in testa e genuflettersi passivi ascoltando dai pulpiti prediche sfatte o veri proclami di autoritarismo di novelli savonarola. Spiace perché l'allontanamento da una fede viva rischia di svuotare ulteriormente le chiese e di lasciare ad altre platee l'onore di accogliere tutto questo attivismo molto vero, molto giovane anche molto nuovo o molto vecchio per chi ha vissuto il tempo degli oratori.
Che peccato, questo sì, anche per chi come me resta laico, malinconicamente legato al ricordo del prete di Barbiana e a quello del prete operaio dell'Isolotto di Firenze. Quando valeva la pena darsi da fare nella chiesa che eravamo anche noi nel mondo e quasi quasi tentati di buttare alle ortiche il nostro laicismo.
Chi può ancora stanare la verità, il coraggio, chi può negare ancora di essere omertoso al pari di certi contesti che pure la chiesa dice di condannare?
Ai miei giovani amici parrocchiani, costretti a resistere, nella cancellazione di tante iniziative, alla resistenza passiva, ai giudizi sommessamente dissenzienti di chi teme discussione e problemi a favore di un tradizionalismo protettivo, alla paura di chi non vuole impegnarsi e si lava con l'acqua santa ogni viltà, a questi pochi che ancora credono che la chiesa sia un insieme di anime e non solo un luogo, auguro che da parte di qualcuno la risposta ad una laica ci sia, per indicare loro il cammino.
(da Rocca 1/1/2018)