lunedì 5 febbraio 2018

La pazienza di zappare

I due libri di Samuele nelle comunità cristiane in genere, nei pochi gruppi biblici ancora esistenti non godono di ottima reputazione. Diresti che quasi vengono, tranne pochi versi, elegantemente evitati, ritenuti illeggibili e scandalosi.
Guerre, massacri, storie paesane, astuzie e poi genialità e tutta la serie dei sentimenti più dolci e più violenti creano un racconto, lungo e ripetitivo, che sembra estraneo alla nostra vita di oggi.
Troppi lettori e lettrici della Bibbia non hanno ancora imparato che questi lunghi capitoli sono "un mondo in cui entrare", non pagine da scorrere. Troppi lettori della Bibbia restano "esterni" al messaggio che questi interminabili capitoli trasmettono. Solo l'assiduità e l'accompagnamento di qualche buon maestro, aprono l'accesso al "tesoro" che è contenuto in questo campo.
Le pagine dedicate alla monarchia hanno poco di ricostruzione storica; hanno molto di indagine e riflessione sulle dinamiche del potere. Saul parte con la benedizione di Dio, ma poi tra sete di potere, arroganza, rivalità trasforma la benedizione in perdizione. Il redattore di queste pagine ci offre il "ritratto del palazzo" e anche molto di più. Riesce a guardare dentro per descrivere le magnanimità, le vette, le bassure e le contraddizioni del cuore umano. Il potere allora diventa corruzione, rivalità, violenza.
La Bibbia allora parla anche di noi, del nostro tempo, dei nostri cuori, delle nostre relazioni.
Ma … un ma bisogna aggiungerlo: se ti fermi a leggiucchiare qua e là, non entri nella "casa" e non cogli l'intreccio del dramma, la fragilità del cammino, un Dio che – poveretto - deve sopportare il continuo naufragio dei suoi progetti, ma non si arrende e continua ad assediarci con il suo amore.
Nella Bibbia si entra lentamente e, come per il cibo buono, ci vuole una masticazione lenta ed assidua.
Constato con gioia e con gratitudine a Dio e ai partecipanti che il gruppo biblico di Torino ha scoperto la meravigliosa fatica di non fermarsi in superficie e la fecondità di zappare insieme.

Franco Barbero