Sorpresa! Leggo con stupore e con gioia su "La Stampa" di oggi 7 febbraio che all'incontro di sabato 24 a Pinerolo parteciperanno anche i gay cattolici torinesi il cui ritiro spirituale per ora è stato stoppato dall'intervento discriminatorio dell'arcivescovo Nosiglia.
Noi della "Scala di Giacobbe" siamo sempre molto lieti delle occasioni di confronto e di scambio. Il gruppo "La Scala di Giacobbe" ha una storia vissuta alla ricerca del dialogo e della libertà, senza chiedere permesso a nessuno e senza escludere nessuno.
Sono convinto che anche questa volta conoscere altri cammini significa arricchire il proprio.
Personalmente sono stato molto colpito dalla importanza che viene data alla parola del vescovo. Chiedere l'autorizzazione al vescovo per un "ritiro spirituale", a me risulta difficilmente comprensibile e, penso, anche a molti altri.
Andare oltre un ordine del vescovo, non significa andare contro il Vangelo e contro la Chiesa. Confondere l'oltre con il contro è una mistificazione tragica. Sovente andare oltre è una impellente necessità, comandata dal Vangelo e dalla consapevolezza di una coscienza adulta.
Esattamente 40 anni fa per la prima volta annunciai la benedizione di Dio nel matrimonio di due giovani gay. La loro fede e il loro amore mi spinsero ad una obbedienza evangelica che doveva passare necessariamente per una disobbedienza ecclesiastica .
Sono davvero tante le strade attraverso le quali cerchiamo la nostra fedeltà al Vangelo e la promozione dei diritti delle persone. Incontrarci con le nostre differenze può aiutarci a crescere, a diventare capaci di decisioni autonome, di sostenerci a vicenda nei momenti più difficili e a condividere con gratitudine a Dio le gioie della vita e dell'amore.
Un affettuoso e solidale saluto a don Gianluca e a tutto il gruppo gay credenti di Torino.
don Franco Barbero