domenica 18 febbraio 2018

SALMO 90


  1. Per comprendere il significato del salmo

Con questo salmo la tradizione ebraica apre il quarto tomo del libro dei Salmi (il 90-106). Si tratta di una raccolta di salmi per le celebrazioni della Festa delle capanne. Questo salmo è l’unico del salterio che ha per titolo: “Preghiera di Mosè, uomo di Dio”. Quest’attribuzione può essere poco fondata storicamente, ma il Targum ebraico collega questo salmo con la preghiera di Mosè per il popolo nel deserto (cf. Es 33). In questo salmo troviamo una mediazione collettiva sulla precarietà della vita e sulla fragilità umana. Siamo come “l’erba verde che il mattino fiorisce e la sera appassisce, si affloscia e muore”.
In America Latina, questa preghiera ci fa pensare a Giobbe e a tutte le persone che vivono in una situazione di afflizione e di penuria. Preghiamo con il salmo, in comunione con tutta l’umanità sofferente, forti della speranza che ci viene dalla comunione con Dio.

  1. Salmo sull’essere umano nudo davanti a Dio

Tu sei stato il nostro rifugio, tenda di
protezione e sostegno,
di generazione in generazione,
nella continuità del tempo.
Prima ancora che nel mondo
apparissero le montagne,
e nelle viscere dell’universo nascesse la terra e
tutti gli esseri,
da sempre e per sempre tu sei la Luce,
tu sei Dio,
salvezza per amore di questo mondo che è tuo.
Dinanzi a te, l’essere umano si ricorda
che è fatto di semplice polvere e sempre ritorna
alla terra.
Per te, davanti ai tuoi occhi,
mille anni nulla valgono,
sono come il giorno di ieri, che è passato.
O come la notte buia
che il sole allontana e divora,
come lo spazio di un sogno
al sorgere dell’aurora.
Come l’erba verde che il mattino fiorisce,
e la sera già appassisce, si affloscia e muore.
Così, dinanzi a te ci ritroviamo nudi e nella colpa
dei nostri peccati e miserie ci vergogniamo.
Alla tua presenza, tutto ciò che è nascosto
viene alla luce,
e come in un soffio la nostra vita è già passata.
I nostri giorni si dissolvono
più velocemente dell’ombra,
così arriviamo a settanta,
a ottanta anni se siamo forti.
Per tutte le persone, gli anni se ne vanno in
una continua delusione,
perciò insegnaci a contare i nostri giorni con
saggezza.
Guidaci a cercare sempre il tuo progetto di vita
e di salvezza,
e così scopriremo la più profonda
sapienza del cuore.
Fino a quando, o Dio? Fino a quando?
Guarda il tuo popolo desolato.
Vieni ancora una volta a proteggere gli ultimi,
secondo il tuo beneplacito.
Fin dal mattino, vieni a saziarci
con il tuo amore,
affinché possiamo sempre gioire nella tua lode.
Per tutti gli anni che abbiamo passato
nella sventura
dacci un nuovo tempo di benedizione
e di abbondanza.
Vieni e manifesta ai nostri figli
E figlie il tuo progetto,
conferma su di noi la dolcezza del tuo amore.
Tutto ciò che facciamo,
confermalo con la tua presenza.
Benedici il lavoro delle nostre mani,
benedici le nostre vite.

  1. Preghiera per continuare il salmo

Dio delle costellazioni,
noi siamo è vero erba
che spunta all’alba
e a sera è falciata e riarsa,
ma siano anche coscienza dell’universo,
terra che ama e adora;
e senza, nulla e nessuno potrebbe confessarti
e lodarti
nulla e nessuno nemmeno dire che tu sia
e riconoscerti un senso:
abbi pietà dell’uomo, tua ultima opera,
riassunto dell’intera creazione,
e sarà un atto d’amore anche verso di te,
o Signore dell’immortalità senza tramonto.
Amen (Preghiera di Davide Maria Turoldo e G. Ravasi)

  1. Dal salmo al mondo di oggi

L’umanità ha progredito molto nel campo della tecnica. Anche la coscienza sociale è cresciuta e fermenta la formazione di una società civile internazionale che, oggi, si riunisce nei forum sociali e nelle manifestazioni di piazza e di strada in varie parti del mondo. Tuttavia, nonostante tutto questo, il mondo sembra più crudele e disumano per le generazioni attuali di quanto non lo sia stato in altri tempi. La crisi ecologica e l’escalation degli armamenti rivelano l’immensa fragilità umana e l’incertezza del futuro per noi e per l’intero sistema di vita sul pianeta. Questo salmo c’invita a riflettere su questa realtà e a farcene carico impegnandoci a trasformarla con l’opera delle nostre mani, delle nostre menti e della nostra unione.

Marcelo Barros (Dialogo con l’Amore), Edizioni Messaggero